Tutti in carrozza! E il turismo ci guadagna…

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Tutti in carrozza, il turismo ci guadagna
Carrozza Mandas-Arbatax

Ottantacinquemila passeggeri in carrozza nel 2015: alla scoperta di curiosità ed eccellenze dei trenini storici italiani.

Roberto Rovelli è un ricercatore milanese che ha da poco messo online un portale sulle ferrovie abbandonate, in cui spiega morte e resurrezione di alcuni di questi antichi convogli e la storia delle loro carrozze.

Dal 1920 sono stati abbandonati settemila chilometri di binari, per lo più tra gli anni cinquanta e settanta del secolo scorso. Il motivo? Era più concorrenziale il trasporto su gomma.

Ma ora per i “trenini” si prospetta una nuova vita, una ventata di novità che ben si associa al tema del mese di Openmag: i treni turistici funzionano infatti molto bene sia in Europa che Italia, e spesso, dove non vi possibilità di ripristino, si richiede la possibilità di realizzare piste cilclopedonali.

Negli ultimi due anni si sono contati ottocento chilometri di linee turistiche, per un totale di ottantacinquemila passeggeri saliti su convogli storici, con un ammontare totale di due milioni di euro di ricavi.

Il viaggio dei “binari senza tempo”

Due sono le società che si stanno occupando delle vecchie ferrovie, la fondazione Fs Italiane e l’Arst, l’Azienda Regionale Sarda Trasporti.

La prima ha in dotazione sei tratte, chiamati i “binari senza tempo”, l’ultima delle quali ha inaugurato lo scorso autunno, mentre per le altre due è previsto il ripristino delle carrozze a breve.

I viaggi sui binari che portano alla scoperta dei paesaggi in modo tutto nuovo non sono, quindi, pochi! Per i turisti curiosi sono attualmente in servizio: la ferrovia del Lago da Palazzolo al lago d’Iseo, la ferrovia del monte Amiata, da Asciano a Monte Antico, la ferrovia dei templi, da Agrigento a Porto Empedocle, la ferrovia della Val Sesia da Vignale a Varallo, ai piedi del Monte Rosa, e la ferrovia del Tanaro da Ceva ad Ormea.

Tra tutti i più spettacolari sono i Treni Verdi dell’azienda regionale sarda perché riservano paesaggi sconosciuti e dalla bellezza selvaggia, come il coast to coast da Sassari fino a Palau, passando per Tempio.

Poi ci sono le linee Macomer-Bosa, la Isili-Sorgono, e la Mandas-Arbatax, definita da Fulco Pratesi la più bella ferrovia del mondo, che parte dal mare e si inerpica del Parco del Gennargentu fino a ottocento metri d’altezza; in tutto circa quattrocento chilometri che raccontano la storia della Sardegna.

E allora non rimane che iniziare questo 2017 in viaggio, attraverso treni e binari dai quali gustare tutti i colori dei luoghi da visitare!

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