Youth Exchange: come cambiare le cose nell’Europa di oggi

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Youth Exchange: come cambiare le cose nell’Europa di oggi

Europa e giovani. A Weimar per parlare di disoccupazione, social enterpreneurship e soprattutto per “scambiarsi” delle idee.

Cos’è lo Youth Exchange?

Prima di tutto, cercheremo di spiegarvi al meglio il concetto di “Youth Exchange”, letteralmente “scambio della gioventù”. Questi Youth Exchange sono appunto dei progetti finanziati dall’Unione Europea, indirizzati ai giovani fino ai 30 anni, con ogni volta un argomento diverso. A Weimar dal 25 novembre al 3 dicembre si è parlato di disoccupazione e di social enterpreneurship, cioè una difficoltà e uno dei modi che possono risolverla o quantomeno diminuirla. E Aicem non poteva non essere tra i partner del progetto.

Tornando al concetto di scambio, è qui che viene il bello! Tanti ragazzi provenienti da paesi dell’Unione Europea, ma anche che vi risiedono solamente. A questo giovanile scambio di idee hanno infatti partecipato cinque paesi dell’Europa: Italia, Germania, Grecia, Romania e Spagna. Ma la cosa forse più bella è che i presenti non provenivano solo dai paesi rappresentati, ma anche da: Palestina, Bielorussia, Ucraina e Uzbekistan, residenti in paesi dell’Unione.

Primi passi parlando di disoccupazione e idee innovative

Dopo aver passato il primo giorno a conoscersi, i vari team hanno presentato la situazione nei propri paesi e ogni giorno hanno condotto un’attività per far apprendere agli altri una delle tante abilità che un social enterpreneur deve avere. Così, noi del team italiano abbiamo esposto la nostra situazione, ma abbiamo anche scoperto che in Grecia, Spagna e Romania, le situazioni sono altrettanto difficili e in alcuni casi addirittura paradossali. Menzione d’onore al team della Romania, composto da ragazzi giovanissimi, di 17-18 anni, età in cui non sempre è facile comprendere e trasmettere la situazione che c’è attorno a noi.

Progettare e presentarsi

Il secondo giorno tocca al team italiano, che conduce l’attività su “Planning e Management” e attraverso alcuni “giochi”, chiamiamoli così, permette agli altri di apprendere come si organizza un progetto. Tramite questo inoltre, introduciamo il concetto di “non-formal education”, cioè educazione non formale. L’UE infatti durante questi progetti predilige questo tipo di formazione, piuttosto che quella classica e nozionistica. Grazie a questa si giunge con efficacia al punto della situazione.

Youth Exchange: come cambiare le cose nell’Europa di oggi

Nel pomeriggio vengono creati i gruppi di lavoro, in cui i partecipanti provenienti da Europa e non solo dovranno lavorare ad un ipotetico progetto da presentare durante l’evento finale. Il terzo giorno il team spagnolo si occupa di “presentazione”, dapprima ad un livello classico, poi passando a qualcosa di più serio e più profondo, che spinge i ragazzi ad aprirsi gli uni agli altri e c’è anche qualche momento di commozione.

Giornata tedesca e imparare a parlare in pubblico

Durante il quarto giorno il team tedesco ci porta alla scoperta del budget e di come amministrarlo per poi condurci alla volta di Erfurt, cittadina non molto distante da Weimar. Durante la mattina i ragazzi sono ospiti del Thex (Thuringian Centre for Enterpreneurship), una grossa società di consulenza per imprese, che opera prevalentemente in Turingia, la regione in cui ha sede. Thex offre supporto ai nuovi imprenditori, non solo economico, ma anche sociale e psicologico possiamo dire, visto che segue passo passo il nuovo imprenditore. Grazie a Thex e a società come questa, il tasso di disoccupazione in Turingia è sceso dal 8.2 % al 5.2% dal 2013 al 2018, che in questa regione era il più alto della nazione. Il pomeriggio meritato riposo per tutti a spasso per Erfurt e per i suoi mercatini di Natale.

Durante il penultimo giorno il team greco insegna a tutti il “Public Speaking” che non è mai una cosa facile, anche per chi ha una fluente parlantina.

Imparare e costruire legami per un’Europa migliore

Durante l’evento finale vengono presentati i quattro progetti, ognuno con una sua particolarità: c’è chi propone una community in cui la valuta è il tempo, chi propone un riciclo della carta alternativo, chi guarda alla pulizia del mare e chi guarda al problema dell’obesità. Nessuno è vincitore, ma tutti guadagnano pareri positivi e si spera che possano addirittura concretizzarsi.

Ma ad aggiungere vitalità allo scambio sono i momenti di incontro fra le diverse culture… Anche attraverso sapori e tradizioni! Un modo diverso, e intenso, di entrare in contatto con l’altro, di vivere e provare a pensare un po’ come lui. E i legami che si stringono prendono forza anche da questo.

L’Europa è dunque anche questa, quella dei giovani con voglia di fare, quella che si dimostra aperta e che non si ferma davanti a nessun tipo di barriera. Perché è anche e soprattutto attraverso progetti simili che potremo raggiungere obiettivi sempre migliori e creare un’Europa sempre più unita.

Youth Exchange: come cambiare le cose nell’Europa di oggi

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