Niki Lauda: addio al “Computer” della F1

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Niki Lauda: addio al “Computer” della F1

Niki Lauda, il pilota dai “superpoteri”, ci lascia a 70 anni dopo una meravigliosa carriera. Abbiamo ripercorso la storia del pilota e dell’uomo.

Un grande campione, sebbene non detenesse un record di vittorie, ma soprattutto un grande lavoratore. Esattamente, perché Niki Lauda oltre ad avere talento aveva anche la mente del pilota. Non per nulla venne soprannominato “computer”, proprio per il modo freddo e strettamente “scientifico”, se vogliamo, che aveva di guidare. Era capace di comprendere il difetto dell’auto anche da una minima vibrazione, quasi avesse un superpotere, superpotere che dopo la carriera da pilota ha messo al servizio della Mercedes, di cui era presidente non esecutivo.

Il rapporto con la Ferrari

Lauda ha vinto tre campionati del mondo: due con la Ferrari e uno con la McLaren, passando anche per altre scuderie. La Ferrari è sempre stata importante per lui, nonostante abbia poi scelto la concorrenza (o forse è stata la Ferrari a non scegliere lui?). “Non sarai mai un pilota completo se non guidi una Ferrari”, pare abbia detto al suo pupillo Lewis Hamilton. Lui che appunto adorava quell’auto, che si è sempre definito ferrarista. Anche adesso, dal box Mercedes non mancava di lanciare frecciatine al box Ferrari, ma sempre con affetto. Il grande Enzo Ferrari non fu mai un suo grande fan e forse anche per questo i suoi rapporti con la casa di Maranello non si sono conclusi nel migliore dei modi.

L’incidente al Nurburgring

Dobbiamo inoltre ricordare che Niki Lauda è una sorta di miracolato. Una vera e propria leggenda vivente. È purtroppo famoso l’incidente che gli sfigurò il viso e gli lacerò un orecchio. Era il ’76 e si stava correndo il GP di Germania sul circuito del Nurburgring, uno dei più pericolosi al mondo. In una curva, pare che Lauda abbia perso il controllo dell’auto (una Ferrari) andando così a sbattere a bordo pista. L’auto prende fuoco quasi istantaneamente e il povero Lauda rimane intrappolato all’interno del veicolo, senza casco, che era saltato via a causa dell’urto. Lo tirerà fuori Arturo Merzario, uno dei tanti piloti fermatisi ad aiutare Lauda.

Viene trasportato in ospedale ancora vivo, siamo al 1 agosto e solo il 5 viene dichiarato fuori pericolo. Tornerà in gara 42 giorni dopo, giusto in tempo per il GP d’Italia, in cui si classificherà quarto, nonostante avesse ancora problemi agli occhi.

Da sempre leggenda

Niki Lauda era talmente una leggenda già da vivo, che è stato fatto un film su di lui, Rush. In tale film, oltre alla storia di Niki Lauda, viene raccontata la sua rivalità e amicizia con James Hunt, pilota esattamente all’opposto dell’austriaco. Se Lauda era meccanico alla guida, Hunt non conosceva il pericolo, tanto da schiantarsi spesso. E mentre questo pensava di più a godersi la vita, Lauda “Il Computer” ragionava su auto, punti e GP.

Dunque oggi diciamo addio ad una leggenda, un computer, un campione. Niki Lauda ci ha insegnato la costanza nel lavoro, il non arrendersi mai, il reinventarsi e l’amore verso lo sport che è stato la sua vita, che fosse sul sedile di un’auto o una poltrona dentro ai box. Grazie Niki, ci mancheranno le tue frecciatine!

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