Nazionale: terza maglia, da “verde speranza” a “verde rabbia”

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Nazionale: terza maglia, da “verde speranza” a “verde rabbia”

Il campionato si ferma per far posto alle nazionali. Maglia azzurra o verde.. Spazio alla diatriba che si è accesa attorno alla vecchia e alla nuova divisa da gioco italiana.

Gli Azzurri non sono più così “Azzurri”

Oramai le divise da gioco sono diventate un business, lo sappiamo. La famosa “terza maglia” delle squadre propone soluzioni sempre più fantasiose. Ma ora anche le nazionali sembrano avviarsi verso questo trend. Ne è una prova la nostra, che proprio in concomitanza con questa “pausa nazionali” lancia la nuova divisa da gioco.

Subito volano le polemiche. “La nostra tradizione è un’altra!”. “Che schifo!”. “Noi siamo gli Azzurri!”. Perché? Direte voi. Ebbene, il peccato principale che ha questa nuova maglia è quello di essere di colore verde!

Puma, sponsor tecnico della nazionale, l’ha chiamata “Renaissance Edition”, cioè un omaggio al “Rinascimento” vista la stampa della maglia ma anche il “Rinascimento del calcio italiano”, la nostra nuova “linea verde” giovanile, appunto. Insomma, c’è un senso dietro a questa maglietta.

Come al solito, sono in molti ad opporsi al cambiamento che però, attenzione, non è una sostituzione, come temeva qualcuno. La maglia verde andrà ad affiancare le classiche “Azzurra” e “Bianca”. Senza contare che c’è un precedente. L’Italia infatti ha già giocato con una divisa verde, una sola volta, per un’amichevole contro l’Argentina, nel 1954. Maglia tutt’ora esposta nel Museo del calcio di Coverciano. Che poi, verde è uno dei colori della bandiera, perché non dovremmo indossarlo?

Ma siamo sempre stati “Azzurri”?

Certo, oramai la tradizione ci vuole “Azzurri” e sarebbe impensabile chiedere una rivoluzione della divisa da gioco ai giorni nostri. Eppure, siamo una delle poche nazionali a non indossare i colori della propria bandiera. Il nostro azzurro infatti, ha radici lontane, risalenti al Regno d’Italia. L’azzurro infatti, era il colore della casata dei Savoia, allora regnante. Negli anni, è stato sostituito solo durante il periodo fascista dalle divise completamente nere, colore del partito fascista. Per il resto, nonostante i colori della nostra bandiera siano verde, bianco e rosso, questi non sono mai comparsi unitariamente nella divisa da gioco della nazionale. Solo il bianco, relegato però in seconda posizione. E ora anche il verde sembra salire agli onori delle cronache, ma allora perché tutte queste polemiche?

Probabilmente perché oramai va di moda difendere a tutti i costi qualcosa che ha sempre fatto parte della nostra cosiddetta “tradizione”. Eppure abbiamo appena visto che l’Azzurro, più che il colore italiano, è il colore dei Savoia. Ciò non ci ha impedito di mantenerlo nelle nostre divise di rappresentanza, tanto nel calcio, quanto negli altri sport. Ad oggi, Azzurri siamo ed Azzurri resteremo, senza politicizzare la maglia della nazionale ricollegandola al colore di alcuni partiti politici.

Nazionale: terza maglia, da “verde speranza” a “verde rabbia”

Paese che vai, maglia da gioco che trovi

Siamo comunque in buona compagnia. In Europa, le uniche altre nazionali a non indossare i colori della bandiera sono Olanda e Germania. Gli “Oranje” che portano orgogliosamente il loro bel colore per il mondo, anche se la bandiera è rossa, bianca e blu, a bande orizzontali. Anche in questo caso, l’arancione è il colore della casa regnante. Ma in Olanda, la dinastia degli Orange-Nassau è tutt’ora al potere. Quindi, rispetto a noi, c’è una “piccola” differenza.

I tedeschi invece adottano, da sempre, una maglia bianca con i pantaloncini neri, mentre la loro bandiera presenta i colori nero, rosso e giallo. La scelta pare sia legata al vecchio Regno di Prussia, da cui poi si è generata la Germania come la conosciamo oggi, i cui colori erano proprio bianco e nero. Quando ci fu la famosa scissione fra le due Germanie, la Germania Ovest continuò ad utilizzare questa divisa, mentre la Germania Est utilizzava una divisa di colore blu. Possiamo dire che quindi, la scelta dei tedeschi sia, in un certo qual modo, simile alla nostra. Cioè si rimane legati a dei simboli passati, ormai però legati indissolubilmente all’immaginario collettivo.

Nazionale: terza maglia, da “verde speranza” a “verde rabbia”

E poi ricordiamo tutti la divisa celeste evidenziatore del Portogallo, che poco ha a che fare con il rosso e il verde dei lusitani.

Insomma, questa nuova divisa della Nazionale ha forse scatenato qualche polemica di troppo.

La polemica di chi vede nel cambiamento solo una cosa negativa, ma a volte cambiare fa bene. Senza contare, ripetiamo, che la maglia verde non rimarrà in pianta stabile tra quelle della Nazionale, a meno che la FIGC non decida diversamente.

Quindi, la storia ci insegna che non siamo stati sempre “Azzurri”, che l’azzurro non è proprio il nostro colore nazionale, ma che col tempo lo è diventato. Abbiamo già precisato, che sarebbe impensabile, e comunque impossibile, avanzare oggi un’ipotesi di cambiamento della divisa della nazionale. Come l’Azzurro è diventato il “nostro” colore, anche all’estero siamo conosciuti attraverso di esso. Per cui, che sia azzurra, verde o bianca, è la divisa della nostra nazionale, e questi colori, parte del patrimonio nazionale, dovrebbero solo unirci, non dividerci.

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