Max Verstappen: poco genio e molta sregolatezza

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Max Verstappen: poco genio e molta sregolatezza

Il nostro focus di questa settimana si concentra nuovamente sulla Formula 1. Soprattutto su uno dei nuovi protagonisti del paddock: Max Verstappen.

“Quando Verstappen parte vicino a me, io guido in modo diverso e so che anche Sebastian (Vettel) lo fa” dice Lewis Hamilton al termine del GP del Messico. “Verstappen non sarà mai un campione se prima non comincia a comportarsi in modo corretto” dice invece Ross Brawn, uno dei pezzi grossi della F1. Insomma a quanto pare Max Verstappen, nonostante commetta qualche “verstappanata” in meno, resta il nemico pubblico numero uno di tutti i suoi colleghi.

Il mito di Verstappen…o forse no?

Senza dubbio un pilota dal talento cristallino, che Red Bull nota quando è ancora un ragazzino, facendolo esordire in F1 a soli 16 anni. Verstappen ha addirittura saltato la categoria della F2 e fatto fuori colleghi come Carlos Sainz, vista l’alta considerazione che Red Bull ha di lui. Eppure, negli anni, abbiamo notato tutti quanto fosse ancora poco maturo in alcune circostanze.

Il primo anno in Red Bull, cioè la scuderia ufficiale, sono più i ritiri che le gare portate a termine, tanto che i tifosi si aspettano ormai una “verstappanata” a ogni corsa! Ricordiamo solo che gli appassionati italiani lo chiamavano e lo chiamano “VersBatten”. In effetti, Verstappen è talmente giovane all’esordio, da non avere nemmeno la patente di guida nel suo paese, l’Olanda. La sua giovane età si nota in errori che un pilota navigato, anche nelle categorie minori, non farebbe. Per esempio non si rende conto della distanza fra le auto, tamponando chi ha davanti. O non esita a schiacciare l’acceleratore anche in situazioni molto al limite. Errori che, ci dispiace sottolineare, commette ancora oggi.

GP del Messico: dalle stelle alle stalle e ritorno

A questo sono dovute le parole di Hamilton e di Brawn. Verstappen infatti, durante l’ultimo GP, precisamente durante la Q3, commette l’errore di non rallentare in regime di bandiera gialla, come prescrive il regolamento, pur di ottenere la Pole Position. La pena da pagare sono 5 posti sulla griglia. Sul momento non viene fatto nulla, ma quando il ragazzo, davanti alle telecamere, placidamente ammette di non aver tolto il piede dall’acceleratore, lì le cose cambiano. Anziché delle classiche 5, Verstappen viene retrocesso solo di 3 posizioni e se si controlla lo storico delle penalità simili, anche altri prima di lui avevano avuto lo stesso trattamento.

Ma ovviamente, Verstappen è ancora fra i primi quattro, che fanno tutti attenzione alla sua partenza, più che alla loro. Non passano due curve che l’olandese tenta un sorpasso azzardato su Hamilton, impattando con la sua auto e ad avere la peggio è lui, visto che gli scoppia uno pneumatico e finisce 20esimo. “E pensare che io a Max lascio sempre molto spazio” dice Hamilton, sarcastico. Verstappen infatti, viene guardato dai colleghi più esperti, non solo in termini di concorrenza, ma soprattutto in termini di sicurezza! Concluderà comunque la gara con un buon ottavo posto.

Max Verstappen. Figlio d’arte e pupillo Red Bull

Siamo sicuri che a Max abbia fatto bene fare questa carriera fulminante, o forse ha ragione Brawn e il ragazzo dovrebbe cominciare a comportarsi meglio? Che poi, bisogna ricordare anche di chi è figlio Max. Il padre, Jos Verstappen, era anche lui pilota di F1, ma di scuderie minori e quando Max ha manifestato lo stesso interesse, lui si è fatto da subito in quattro. Sarà forse un caso che da quando il padre è il maggior portatore di sponsor per Red Bull, Verstappen sia diventato la priorità numero uno della scuderia?

Bisogna fare una macchina all’altezza di Max e bisogna trovare un compagno all’altezza di Max, che cioè possa tenere il suo ritmo, ma fare anche da wingman se necessario. Il povero Gasly non supera la prima parte di stagione e al suo posto è arrivato Albon che, udite udite, non è detto manterrà il posto. In tutto ciò, anche se commette errori grossolani, Max Verstappen non è in discussione. Certamente è superiore agli altri due, ma in quanto a fair play su pista lascia ancora a desiderare.

Quando crescerai, Max?

Era solo l’anno scorso quando mandò Vettel fuori pista, rischiando un incidente davvero pericoloso. Ma il tedesco della Ferrari si limita a rimproverarlo da fratello maggiore, senza fargliela pesare troppo, anche se nell’intervista del dopo gara aggiunge “Max è sicuramente sulla strada giusta per diventare campione, ma quando sbaglia, bisogna farglielo notare”. Per citare un altro episodio, basta andare a qualche GP fa, quando lui e Leclerc erano in lotta per il secondo posto dietro al solito Hamilton. La battaglia è serratissima, con tantissimi ruota a ruota, e il duello finale viene vinto da Verstappen, ma con una ruotata al limite dello sportivo. Lì, per esempio, non venne data nessuna penalità, né la bandiera bianca e nera e nemmeno una reprimenda, che sarebbe stata il minimo.

Insomma, Max Verstappen va certamente tenuto d’occhio, ma soprattutto andrebbe tenuto un po’ di più coi piedi per terra, perché in uno sport come la F1, il talento non basta. Ci vuole soprattutto tanto sangue freddo e mente lucida, proprio per evitare le “verstappanate” che sono dietro l’angolo!

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