L’amore a tavola: che rapporto abbiamo con il cibo?

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Quando si vuole fare colpo su un potenziale partner i detti popolari suggeriscono da sempre di puntare sul cibo e far scoppiare l’amore a tavola. Ma quale rapporto abbiamo con il cibo, si può davvero parlare di cibo e amore?

Sono le 10 di domenica mattina, uscite dalla vostra stanza per andare a fare colazione e già venite avvolti dall’odore del ragù che chi cucina in casa ha iniziato a preparare per il pranzo: il rituale del pranzo domenicale italiano in famiglia è già iniziato. Sebbene a volte ci si è anche lamentati di essere svegliati dall’odore di ragù, dopo le prime domeniche in cui il rituale cambia per qualunque motivo, sentiamo che qualcosa inizia a mancare. Qualcosa che non ha a niente che fare con il cibo ma con i sentimenti. Qualcosa che ha a che fare con l’amore a tavola.

Si, perché il cibo ha smesso di avere una funzione meramente nutritiva tanti secoli fa. Oggi il rapporto che abbiamo con il cibo passa attraverso la cura, l’amore e la relazione. Non è un caso che, anche in questo contesto di pandemia, questo febbraio 2021 in tutte le zone gialle si è registrato un boom di prenotazioni dal nord al sud Italia. Ma anche in quelle arancioni le prenotazioni di cibo da asporto o la ricerca di ricette e menù speciali da preparare a casa è cresciuto esponenzialmente.

La famiglia e il cibo

Una delle tradizioni più famose delle famiglie italiane sono sicuramente i pranzi e le cene familiari. Una delle caratteristiche principali è avere sufficienti numeri di portate per restare a tavola dalle due alle quattro ore: antipasto, uno o due primi, un secondo, uno o due contorni, frutta, dolce, caffè e ammazza caffè. Spesso, se si mangia a casa, per chi cucina significa dedicare molte ore alla preparazione. Le cene o i pranzi di Natale sono famosi per richiedere molta preparazione, riunire un grande numero di familiari e passare più della metà del giorno a mangiare attorno al tavolo.

Quando invece gli eventi sono al ristorante, come ad esempio per i matrimoni o altre celebrazioni, il focus centrale è la lunghezza del menù. Non potendo preparare direttamente il cibo, la cosa importante è assicurarsi che tutti mangino più che a sufficienza: la quantità di cibo, il numero delle portate e la particolarità delle pietanze saranno argomento di discussione per giorni, a volte anni dopo l’evento stesso. In alcune regioni, il numero di ore passate a tavola è sinonimo di un evento riuscito e di aver curato i propri ospiti in modo impeccabile.

Da questi eventi familiari ci si alza da tavola sempre super pieni, a volte si necessità di prendere digestivi e comunque si accusa l’eccesso di cibo per doversi giorni. E ognuno, da chi cucina a chi mangia, in cuor suo si ripromette che quella sarà l’ultima volta e che non ci saranno nuovi pranzi o cene di famiglia così lunghi ed estremamente abbondante. Promessa che, ovviamente, vale fino al prossimo evento familiare!

Gli affari a tavola

Dopo una epoca caratterizzata da incontri di lavoro estremamente formali e strutturati, le grandi aziende hanno iniziato ad organizzare le loro riunioni durante gli orari dei pasti. Si è passati dalle famose cene di lavoro, alle colazioni di lavoro (che sono tendenzialmente dei pranzi leggeri) per arrivare ai veri breakfast bussiness, che oggi è il format preferito.

Quale che sia la formula prescelta, l’elemento centrale è e resta la presenza del cibo. Infatti si è scoperto che trattare di affari mentre si soddisfano i sensi attraverso il cibo, può cambiare totalmente l’esito di una trattativa di lavoro. Davanti a una scrivania o a un tavolo di lavoro spesso si rischia di chiudersi nelle proprie posizioni e mettere a rischio gli accordi. Rischio che si abbassa di fronte a un fumante piatto di pasta o a un fragrante croissant al cioccolato: lo spirito delle due parti riunite per discutere e negoziare diventa gioviale e pronto a venirsi incontro.

Per questa ragione il catering dei meeting e degli eventi di lavoro suole essere sempre molto curato ed esistono regole sul tipo di pietanze proporre, come e quando. A tutti sarà capitato di andare a un evento di lavoro e avere la sensazione che la struttura non fosse particolarmente affidabile solo perchè il cibo offerto non era piacevole o sufficiente. O al contrario, avere la sensazione che il nostro partner di lavoro sia estremamente efficiente poichè il buffet organizzato aveva tutto curato nei dettagli e il cibo era estremamente piacevole.

Insomma, anche a lavoro sembra sempre di più che l’obiettivo è conquistare il nostro “amore” a tavola.

Il cibo delle relazioni

Anche quando parliamo di nutrire le nostre relazioni, siano essere di amicizia, di amore o legate genericamente al nostro tempo libero, ci ritroviamo sempre intorno a una tavola. Per motivi che spesso sfuggono alla nostra consapevolezza invitare qualcuno fuori si lega sempre a un momento conviviale per mangiare o bere. Sia esso un caffè, un aperitivo, un pranzo, una cena o anche un semplice gelato è difficile che si inviti qualcuno fuori per passare del tempo assieme senza cibo.

E se invitiamo qualcuno da noi? Non c’è dubbio: vieni a pranzo, a cena o a prendere un caffè. Tanto che le visite improvvise in alcune situazione generano sempre dell’imbarazzo “Mi dispiace, non ho niente da offrirti”.

Sembra un paradosso ma, per rafforzare e far crescere le nostre relazioni, abbiamo bisogno di mangiare insieme. Non basta andare a un museo, un cinema o un concerto: prima, dopo o durante dobbiamo condividere qualche spuntino, una cenetta o brindare a qualcosa.

E se questo è vero per i nostri amici, parenti e conoscenti, lo è ancora di più per i nostri partner romantici. La categoria dei ristoratori lo sa bene, per questo offre sempre nuovi menù speciali per gli innamorati, con pietanze afrodisiache, dettagli curati e ispirazioni romantiche. Gli esperti del cibo sanno bene che per accendere la scintilla, occorre fare l’amore a tavola!

Ma perchè il cibo ha tutto questo potere?

Qualuque tipo di cibo svolge una funzione primaria che è quella di nutrirci. Con il passare del tempo, con l’evolversi delle techniche di cucina il cibo ha però sviluppato anche una funzione secondaria: produrre piacere. Le sostanze che vengono rilasciate da alcuni tipi di alimenti come la feniletilammina del ciocolato, lo zinco delle ostriche, gli antiossidanti dei fichi contribuiscono a creare delle reazioni positive nel nostro organismo e a favorire quindi lo sviluppo delle relazioni con chi condividiamo i nostri pasti.

Il cibo quindi ci consente di crescere, di nutrirci, di essere sani, felici, appagati o eccitati. Alcune pietanze quindi ci aiutano meglio a concentrarci e a favorire la partecipazione, l’attenzione, altri ci fanno essere più tranquilli e ci aiutan ad aprirci all’altro, e altri ci aiutano ad attivare il desiderio o ad allentare i freni inibitori.

Insomma, quale che sia la ragione, attraverso il cibo possiamo nutrire le relazioni che abbiamo! Possiamo prenderci cura di loro, stimolare il loro piacere, la loro soddisfazione o semplicemente dire “Ti Amo!”, parole a volte così difficili da pronunciare. Ma preparare una cenetta o portare qualcuno a provare un cibo delizioso svolge la stessa funzione. Ecco perchè chi cucina investe tanto tempo per preparare i pasti ai suoi cari, per dirgli “tengo tantissimo a te e voglio che tu stia bene”.

Da oggi, che voi siate dei bravi cuochi o no, prestate attenzione a cosa fate mettere nei piatti delle persone con cui vi trovate: perchè l’amore e la relazione sempre si rafforza a tavola!

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