Wise Mind Place, il social per gli inventori

Wise Mind Place

A Lei per Lei non si arresta neanche d’estate! Vi presentiamo Jessica Abbuonandi, la nuova protagonista di questo mese, che ci ha parlato della sua piattaforma rivoluzionaria Wise Mind Place.

Agosto è il mese delle vacanze, delle ferie tanto agognate e delle file chilometriche per raggiungere le località balneari. Eppure è anche il mese in cui bisogna gettare le basi per una nuova ripresa dell’anno lavorativo, più carichi di iniziative da proporre ed energie da consumare. Per questo la rubrica “A lei per lei” non si ferma e vi propone un’altra storia (av)vincente: quella di Jessica Abbuonandi e del suo progetto Wise Mind Place, un vero è proprio incubatore di idee in cui gli inventori vengono tutelati, così da non subire casi di plagio e ricevere brutte sorprese in una fase così delicata come l’avvio di una nuova attività, e guidati passo passo da esperti del settore che offrono una consulenza di tipo specialistico e professionale.

Wise Mind Place
Jessica Abbuonandi presenta Wise Mind Place

Chiediamo subito a Jessica com’è nata l’idea di realizzare un progetto come Wise Mind Place.

Wise Mind Place è nato in famiglia. Venivamo da un periodo difficile e c’era un grande bisogno di reinventare le attività lavorative che stavamo svolgendo. Per farlo abbiamo rispolverato una vena imprenditoriale e creativa nello sviluppare prodotti innovativi e al tempo stesso di uso comune. In questo processo di realizzazione del prodotto, del design, della tutela, dell’industrializzazione, mi sono accorta che c’erano delle aree grigie che andavano definite meglio. Ad esempio i rapporti tra fornitori, tra aziende, investitori, partner… Tutte queste relazioni erano difficili da gestire.

Mi sono appassionata al diritto di proprietà industriale e mi sono contornata di esperti in grado di fornirmi tutte le nozioni che mi servivano per comprendere quel mondo. Ho capito che con l’applicazione del diritto d’autore si potevano colmare quei vuoti. Si potevano applicare strumenti già esistenti come gli accordi di riservatezza per sviluppare delle piattaforme tecnologiche in grado di comprendere i progetti da parte di terzi e allo stesso tempo di tutelare chi li aveva inventati. Ho cercato di creare una piattaforma per tutelare gli inventori che spesso non sanno come muoversi all’inizio e hanno bisogno di essere guidati nel loro percorso.

Come riesce la piattaforma a tutelare le opere dell’inventore? Come funziona nello specifico? 

Mettiamo in campo una strategia un po’ complessa: c’è sia l’ambito umano del consulente che valuta in maniera precisa i passi da compiere in base al progetto presentato, sia l’ambito tecnico della piattaforma che offre all’utente una bacheca dove poter condividere una sorta di business plan del progetto in maniera privata. I consulenti in questo modo possono aiutare l’inventore a concretizzare il tutto.

Successivamente applichiamo la strategia di tutela, consigliamo in primo luogo di utilizzare il nostro strumento presente all’interno della piattaforma, una marcatura temporale di nuova generazione con riconoscimento De Visu. Diventa un documento di prova legale per oltre 20 anni in tutta Europa. Mano a mano che il progetto va avanti, aumentiamo i livelli di tutela. Contemporaneamente alla tutela, può aumentare anche l’investimento se l’idea è buona e fattibile.

Sostanzialmente Wise Mind Place è un servizio per gli inventori fatto a 360°, sia dal punto di vista tecnico, sia di business, sia di tutela…

Esatto. Abbiamo iniziato con la strategia di tutela, poi ci siamo accorti che non bastava. Per garantire un servizio ottimale, bisogna offrire anche una consulenza professionale. Vogliamo accogliere gli utenti per farli sentire protetti e guidati sotto ogni punto di vista. Non vogliamo fargli perdere tempo e risorse inutilmente, non vogliamo giudicare le idee altrui, accogliamo i progetti senza pregiudizio, dando consigli costruttivi.

Wise Mind Place

Wise Mind Place è stato definito un “social per gli inventori”, anche tu lo definisci in questo modo?

Sono sempre stata idealista riguardo a questo tema. Avviare un social in Italia è molto complicato. Noi siamo riusciti a mettere insieme una community unita e coesa, puntiamo tantissimo all’interazione tra utenti. Quindi, sì, amo definirlo un social network delle idee perché ne vedo il potenziale di interazione.

Quali difficoltà iniziali hai riscontrato e quali invece le opportunità?

Devo essere sincera, la mia fortuna è stata quella di essere partita con un po’ di ignoranza di questo mondo. Ho avuto questa idea guardando al campo dell’innovazione e notando i gap che c’erano e potevano essere colmati. Mi sono accorta con il tempo che stavo dando vita ad un incubatore di idee. Le difficoltà che ho riscontrato sono state le reazioni degli altri che mi vedevano come un competitor nonostante io avessi scelto – e continuo a scegliere – la strada della collaborazione, ingenuamente prima e strategicamente adesso. Con questo atteggiamento ho avuto un po’ di “porte in faccia” perché gli altri non hanno saputo vedere le opportunità che c’erano dietro ad una collaborazione. Ho capito, quindi, che ci si avvicina sempre fra simili. Bisogna trovare partner e collaboratori simili alla propria filosofia di lavoro. Noi siamo molto aperti e collaborativi.

Parlando di collaborazione… il tuo team com’è composto? Come hai scelto le persone con cui lavorare?

Ho fatto tutto per gradi. Ho trovato il team di sviluppatori e customer care, poi ho allargato la cerchia di collaborazioni con i consulenti professionali e anche con chi si occupasse di comunicazione. E ho scelto le persone con molta cura e attenzione perché volevo che condividessero i valori e l’approccio aperto di Wise Mind Place. In un team che lavora bene ci deve essere entusiasmo e rispetto verso gli altri.

Ho letto che la tua formazione è in parte creativa e in parte imprenditoriale, come riesci ad unire queste due inclinazioni così diverse? In cosa ti ha aiutato il tuo istinto manageriale e in cosa quello creativo?

All’inizio pensavo che queste mie inclinazioni fossero un punto debole. Invece, con il tempo, ho capito che erano il mio punto di forza. Il mio percorso così particolare è stato fondamentale per avere più punti di vista. Arrivavo da un mondo artistico che mi ha dato questo approccio visionario e futurista, mentre al mondo manageriale sono arrivata dopo, anche se già avevo familiarità nella gestione delle attività, forse anche per il mio carattere.

Ho avuto spesso intuizioni di mercato che poi si sono effettivamente realizzate nel tempo.

Questo mi ha fatto capire che avevo un buon istinto manageriale, certo, per lavorare bene ci vogliono entrambe le cose, ci vuole una buona dose di immaginazione e di creatività nel poter visualizzare scenari che oggi non vediamo.

Wise Mind Place

Credi che tutti gli imprenditori al giorno d’oggi debbano avere quest’anima creativa per avere successo?

Si, sono assolutamente d’accordo. È vero che bisogna sempre sviluppare nuove competenze, ma ce n’è una vecchia come il mondo: “mantenere gli occhi bene aperti e le antenne alzate per riuscire ad osservare il mondo che sta cambiando”. Bisogna avere una mentalità aperta per capire l’orizzonte e non solo il puntino che abbiamo davanti. Questa è una capacità che gli imprenditori e le imprenditrici devono avere da sempre. In questo mondo c’è anche una selezione naturale tra chi va avanti e chi no perché è importantissimo anche avere doti caratteriali e psicologiche perché le delusioni e i momenti no ci sono. Bisogna avere la forza di fare quello scatto in più e andare avanti.

Come donna ti sei mai sentita discriminata nel tuo lavoro?

Direi che più che discriminata, mi sono sentita sottovalutata. Non mi sono mai aspettata di avere nulla gratis. Ogni volta che bussavo ad una porta ero pronta ad offrire qualcosa in cambio in termini di lavoro, competenze e collaborazioni. Nonostante sia una persona che normalmente risponde alle provocazioni, nelle situazioni in cui mi sono sentita sottovalutata, ho deciso di avere un approccio diverso: non ribattere, rimanere in silenzio e di continuare a fargli credere quello che vogliono. Ad un certo punto saranno i fatti a dimostrargli il contrario. Non mi scandalizzo più di tanto, alzo i tacchi e me ne vado perché preferisco avvicinarmi a persone simili a me.

Il compromesso non è sempre la cosa giusta. Non bisogna per forza collaborare con la persona X o l’azienda X, ci sono tante attività e risorse e bisogna saper scegliere quelle giuste e compatibili con le nostre. Al contrario una persona che ti svaluta vuol dire che non ti merita, in qualsiasi campo della vita umana.

C’è qualche donna che ti ha ispirato durante il tuo percorso lavorativo?

In realtà mio nonno è stato il punto di riferimento maggiore per quanto riguarda l’aspetto manageriale. Nella sua azienda tutti erano contenti di lavorare, c’era passione e dedizione in ogni cosa. Poi direi le donne della mia famiglia: mia nonna, una bravissima amministratrice, e mia madre, per la resilienza e la capacità di trasformarsi e rialzarsi nelle situazioni difficili. Ci sono poi tantissime donne nel mondo imprenditoriale che sono bravissime e hanno avuto un grande successo, ma tendo a non paragonarmi ad altre realtà, ad altre storie. Ogni percorso è diverso. Tendo a fare della vera ispirazione la mia vita.

Cosa consiglieresti ad una donna che vuole intraprendere una carriera manageriale?

Non bisogna mai farsi distrarre da quello che stanno facendo gli altri, devi avere chiaro il tuo percorso e i tuoi obiettivi a breve, medio e lungo termine. Devi andare dritta verso quella direzione che ti sei prefissata. Non devi interrompere il tuo lavoro per quello che fanno le altre aziende o per le mode del momento, altrimenti si rischia di perdere di vista il core business e alcuni obiettivi economici.

Quando si intraprende un percorso a livello manageriale non si sta facendo una corsa, ma una maratona dove bisogna arrivare preparati e allenati e mantenere il proprio passo con costanza e pazienza.

Wise Mind Place
Jessica Abbuonandi

La storia di Jessica Abbuonandi ci insegna che a volte le buone intuizioni ci portano a realizzare qualcosa di impensabile, anche senza avere una grande conoscenza iniziale del settore in cui si vuole lavorare. Le competenze e il successo arrivano guardando sempre la propria strada senza mai paragonarsi alle storie altrui. La collaborazione è fondamentale ma deve avvenire fra spiriti affini perché se non si condividono visioni, obiettivi e valori non si può andare troppo avanti.

E così Wise Mind Place percorre la sua strada, mettendo in contatto inventori e professionisti del settore per dare vita alle proprie idee e costruirle passo passo, con pazienza, umiltà e soprattutto tutela della proprietà intellettuale, argomento da sempre trascurato, soprattutto nel caso delle start up.

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Testata registrata al Tribunale di Roma in data 5/04/2016 | Fatto con da TechSoup