Le parole fanno male: contro discriminazioni e discorsi d’odio

Le parole fanno male

Il Covid-19 ha rallentato il nostro progetto “Le parole fanno male”, ma non lo ha impedito. Dopo avervi proposto nell’ultimo anno tanti articoli nati da questo percorso, oggi ve lo riassumiamo.

Viviamo in una società che è sempre più connessa. Se da un lato questo ci permette di scambiare informazioni, notizie, dall’altro, l’uso delle nuove tecnologie favorisce anche la condivisione di contenuti falsi o di commenti che, incitando all’odio verso la diversità, provocano pesanti conseguenze su determinate persone o gruppi. Facciamo riferimento ai discorsi d’odio che, secondo la definizione del Consiglio d’Europa, sono identificabili come tutte quelle espressioni che mirano ad “offendere, fomentare, promuovere o giustificare l’odio razziale, l’antisemitismo o altre forme di odio fondate sull’intolleranza, la discriminazione e l’ostilità nei confronti delle minoranze”.

Questo fenomeno non è nuovo, ma i progressi nel campo delle nuove tecnologie ne hanno favorito una diffusione rapida in grado di raggiungere ogni angolo del pianeta. La diffusione dei discorsi d’odio in rete e nei mass media non è solo “realtà virtuale” ma ha delle conseguenze sulla vita reale che si manifestano in atti di violenza fisica, bullismo, tensioni razziali e altre forme di discriminazione e abuso.

Il progetto

Il progetto “Le parole fanno male” – a valere sull’Avviso Pubblico: “Interventi a sostegno dell’editoria, delle emittenti televisive e radiofoniche locali, della distribuzione locale della stampa quotidiana e periodica nonché delle emittenti radiotelevisive e testate on line locali” L.R. 28 ottobre 2016, n. 13” – si è dilungato purtroppo a causa del Covid ma sta giungendo in questi giorni alla sua conclusione.

L’obiettivo generale del percorso che abbiamo realizzato in questi mesi è stato quello di prevenire e contrastare la propagazione dei discorsi d’odio in rete attraverso la diffusione tra i giovani di una cultura fondata sull’uso consapevole dei media specialmente se affiancati ai social network. La volontà di prevenire e contrastare la propagazione dei discorsi d’odio attraverso la diffusione tra i giovani di una cultura fondata sull’uso consapevole dei nuovi media è la motivazione di questa idea progettuale.

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Di seguito i video realizzati nel corso del progetto “Le parole fanno male”:

 

 

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  • discorsi d'odio
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  • uso consapevole media
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Testata registrata al Tribunale di Roma in data 5/04/2016 | Fatto con da TechSoup