Il pianeta ora è il nostro unico azionista. Storia di leadership e sostenibilità

Il pianeta ora è il nostro unico azionista. Storia di leadership e sostenibilità

Leadership e sostenibilità. Come essere leader nel cambiamento verso la sostenibilità?

Cosa avviene se un brand come Patagonia, fondato in California nel 1973, dichiara il 15 settembre 2022 che il nuovo e SOLO azionista dell’azienda è il Pianeta? In che modo il settore tessile si sta adoperando e impegnando per la salvaguardia ambientale?

Il pianeta, il nostro unico azionista

Un’affermazione chiara e dritta al punto. Il nostro unico azionista ora è il pianeta. Così Yvon Chouinard, leader e  fondatore del noto brand Patagonia comunica la decisione di vendere l’azienda all’Holdfast Collective, organizzazione senza scopo di lucro, e al Patagonia Purpose Trust, struttura legale dell’azienda che si occuperà della parte economica e organizzativa. Ma cosa significa in concreto? Da questo momento in poi, Patagonia si mette totalmente a servizio della salvaguardia ambientale destinando i profitti in eccesso all’Holdfast Collective.

Dalla sua nascita nel 1973 Patagonia è uno dei principali brand ad essersi “schierato” con la natura. Utilizzo di materiali riciclati, campagne di attivismo e la piattaforma di Worn Wear (capi usati che vengono riparati nei loro stores) lo rende uno dei maggiori promotori di un consumo attento all’ambiente.

Con la dichiarazione del 15 settembre, Chouinard rinnova questo impegno e invita tutte e tutti noi ad adoperarci nell’utilizzo responsabile delle risorse che il pianeta ci mette a disposizione.

Sebbene Patagonia sia una B Corp e da anni doni l’1% dei suoi capi ad associazioni benefiche pare non sia sufficiente per avere un impatto concreto e dare un segnale al mondo. Per questo, la decisione di destinare tutto alla lotta al cambiamento climatico. Da oggi il loro unico azionista è il pianeta.

Giorgio Armani

Questa dichiarazione di Chouinard si inserisce perfettamente in uno scenario che negli ultimi anni ha portato a molte riflessioni sugli impatti della moda. Il covid-19, per quanto sia stato un evento tragico e surreale, ci ha dato modo di fermarci per riflettere sulle nostre azioni.

Nel 2020, in una lettera scritta a Women’s Wear Daily, Giorgio Armani pose una riflessione su quanto il sistema della moda “veloce” ci avesse fatto perdere di vista l’importanza e la finitudine delle risorse naturali. Una moda arrivata a produrre 52 collezioni l’anno e fautrice di un consumo sfrenato e immotivato. Una produzione che aliena chi produce e chi acquista.

Da qui la decisione di intraprendere una strada differente, volta ad un approccio più sostenibile e responsabile nei confronti della Terra.

Nasce ad aprile 2022 l’Armani Values, sito sul quale viene presentato il nuovo programma del brand. Il Re della moda svilupperà da qui in avanti la propria attività su due pilastri: “Pianeta” e “Persone”. In un’ottica di sostenibilità ambientale e sociale che deve diventare imperante nel settore della moda e un cambiamento del quale Giorgio Armani si fa leader.

Credit: Jekoo

Stella McCartney, esempio di leadership sostenibile

Se per alcuni stilisti l’attenzione alla salvaguardia del pianeta è sopraggiunta in un secondo momento, per altri è stato il filo conduttore del proprio operato. Parliamo di Stella McCartney, da sempre tra le stiliste che hanno fatto della sostenibilità il principio cardine della propria produzione. Agli esordi il suo approccio la rendeva impopolare ai più. Approccio che oggi la corona pioniera di una moda sostenibile e a basso impatto.

Una leadership, la sua, da sempre caratterizzata da una profonda attenzione nell’utilizzo di materiali di scarto e fibre naturali che hanno un minore impatto a livello ambientale.

Tale ruolo l’ha portata nel novembre 2021 ad essere l’unica stilista a presenziare alla COP26. In tale occasione ha avuto modo di proporre materiali vegani e di ultima generazione (pelle vegana ottenuta dai funghi, per esempio), che hanno un basso impatto ambientale e sottolineare l’importanza di un cambio di rotta prima che sia troppo tardi.

Credit: news Anna Meglio

Essere leader della sostenibilità

Entrare in “affari” con il pianeta. Questo è quindi l’auspicio che i leader della moda, per quanto differenti tra loro, stanno cercando di promuovere.

Se da un lato l’esistenza di una moda totalmente sostenibile è impossibile da perseguire secondo Giorgio Armani, dall’altro dobbiamo fare in modo che la nostra esistenza non vada a incidere ancora più negativamente sull’ambiente.

Sta a noi prendere la decisione di cambiare la rotta in termini di consumo e produzione ed avere più consapevolezza degli impatti che il nostro vivere ha sul pianeta. Glielo dobbiamo.

LEAD the change, BE the change.

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