La mamma è sempre la mamma… Anche nella mitologia

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La mamma è sempre la mamma e proprio a maggio si celebra la sua festa. Come ogni realtà ci sono madri che fanno davvero le madri e madri che mettono solo i figli al mondo. La mitologia serve anche a questo, a spiegare i diversi aspetti della vita umana con figure inventate ma che rispecchiano ogni sfaccettatura dell’uomo.

Gli uomini antichi, quando non sapevano spiegarsi certi fenomeni, davano le colpe o i meriti alle divinità. Un fulmine colpisce un albero? Sicuramente è stato Zeus che si è arrabbiato. Tutto aveva una spiegazione, anche la questione più banale accadeva sempre per un motivo: c’era sempre qualcuno dall’alto che ti premiava o ti puniva per le tue azioni. Negli anni questa credenza si è evoluta, si è espansa fino ad arrivare alla consapevolezza dei giorni nostri ma di fatto alcune figure rimangono. Una di queste è la figura della mamma. La mamma, secondo il vocabolario, ha il significato di “Dispensatrice di protezione o di richiami affettivi prepotenti, ancestrali; spesso con sfumature amare”, una figura che, per ovvie ragioni, esiste da sempre.

Ma come lo spiegano gli antichi? In vari modi.

Mamme nella mitologia greca

Nell’antichità la madre di tutti era Rea, madre di tutti gli dèi e mamma stessa di Zeus. La stessa Rea ha dato vita anche a Cronos, il tempo. Egli pur di prendere il potere spodestò il padre e mangiò i figli che Rea e Urano avevano generato. La mamma però è sempre la mamma e, pur di salvare i suoi figli, preferì tradire il suo sposo  e riuscì per amore materno a salvare Zeus.

La figura della mamma gioca, quindi, un ruolo significativo nella mitologia in varie culture. Solitamente la figura materna è associata alla fertilità, alla creazione, al nutrimento e alla protezione. Incarna l’essenza della femminilità. Nella mitologia, essendo quest’ultima una perfetta rappresentazione della realtà, ci sono sia esempi positivi che negativi. Un esempio importante è la figura della dea Demetra. Demetra è la dea dell’agricoltura, della fertilità e del raccolto; è spesso raffigurata come una figura materna che porta abbondanza e sostentamento al mondo.

Era è la regina degli dèi, la dea del matrimonio e del parto nella mitologia greca. È spesso raffigurata come una figura materna amorevole e protettiva per i suoi figli. Nonostante tutti i tradimenti di Zeus è sempre rimasta una mamma amorevole e protettiva nei confronti dei suoi figli.

Nella mitologia egizia

Nella mitologia egizia, invece, la dea Iside è venerata come la dea madre dell’amore materno. È spesso raffigurata mentre allatta suo figlio Horus, a simboleggiare il suo ruolo di protettrice e nutrice.

Ma la mamma è sempre un’ottima mamma?

È importante segnalare che la rappresentazione delle figure materne, nella mitologia, non si limita ad attributi positivi o educativi perché purtroppo spesso essere mamma, significa solamente dare alla luce un figlio senza però occuparsi effettivamente di lui. Per quanto la mamma sia sempre la mamma siamo costretti a sentire tutti i giorni dal telegiornale storie terribili, di madri che uccidono i loro figli per non occuparsi di loro. Anche qui possiamo associare queste figure di mamme-non mamme alla mitologia.

Varie storie raffigurano mamme complesse e sfaccettate che sono in grado di essere distruttive. Un esempio dalla mitologia greca è sicuramente Medea, figura complessa e tragica. Medea aiuta Giasone nelle sue ricerche ma alla fine si rivolta contro di lui quando la tradisce. È nota per la sua natura vendicativa e commette atti terribili, inclusa l’uccisione dei propri figli come mezzo di vendetta. Un altro esempio, forse meno conosciuto, è quello di Kali, dea della mitologia indù: è una dea temibile, spesso raffigurata come una dea dalla pelle scura con più braccia, una ghirlanda di teschi e una lingua che le sporge dalla bocca. Kali è associata alla distruzione, al caos e allo sradicamento delle forze del male. Rappresenta l’aspetto feroce del femminile divino ed è un simbolo sia di creazione che di distruzione. Tiamat, mitologia babilonese, dichiara guerra agli dei più giovani, rappresenta le forze distruttive della natura e incarna gli aspetti selvaggi e caotici dell’archetipo della madre.

Ma perché si celebra la festa della mamma?

Come appena chiarito, il culto di questa figura ha origini molto antiche. La festa della mamma si è celebrata per la prima volta ai tempi degli antichi romani. Questa festa veniva celebrata a maggio perché, essendo la mamma sinonimo di fertilità, con questo rito si festeggiava il passaggio dall’inverno alla primavera. Ed ecco quindi che maggio è rimasto nella nostra tradizione il mese della mamma, un “mito” anche dei tempi moderni.

 

A cura di Elena Massaro

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