Come liberarsi dalle catene del fast fashion

Come liberarsi dalle catene del fast fashion

Come non rinunciare ad avere un capo per ogni occasione senza ricorrere alla fast fashion? Cos’è, perché è così difficile e quali sono le soluzioni per liberarsene.

“Borsa da giorno, pochette per la sera, abito da cocktail, tailleur da lavoro…”

Quanto ci piace avere un abito per ogni occasione? Un capo che ci faccia sentire speciali, un dettaglio che renda il nostro look unico come noi… ma a che prezzo? Il più basso possibile, OVVIO!

Ebbene sì, spesso siamo schiavi inconsapevoli della moda e, ancora peggio, del fast fashion.

Cos’è il fast-fashion?

La prima apparizione del termine “Fast Fashion” risale alla fine degli anni 80 in un articolo del New York Times. Il termine venne utilizzato in riferimento al diverso approccio nella produzione di collezioni proposte che veniva utilizzato da alcune catene di negozi rispetto alle tradizionali case di moda. Nello specifico, le nuove collezioni proposte dal “fast fashion” non seguivano un procedimento stagionale, ma venivano proposte nuove collezioni con cadenza settimanale. A rendere il tutto ancora più incredibile è il fattore costi: le collezioni proposte, oltre ad essere sempre nuove, sono anche molto economiche.
Questo settore, odiato dai puristi della moda e amato dai “poveri” fashionisti, ha tanti lati positivi quanto oscuri, ma liberarsene pare impossibile!

Perché è diventato così popolare?

Come detto, le occasioni d’uso per gli abiti sono ormai infinite, ogni armadio deve avere un settore dedicato agli outfit per andare in palestra o per fare la spesa, per andare al lavoro, a teatro, ad una serata con gli amici e così via… Per non parlare dei “fit check” resi celebri dagli influencer e sempre più popolari tra i giovani. In questo contesto sembra quindi impossibile riproporre lo stesso look per più di una volta!

Ironia a parte, a tutti piace avere il look giusto e non solo per una questione di like… Essere vestiti in maniera adeguata in ogni situazione ci aiuta a sentirci più confident, influenzando un’immagine positiva di noi stessi.

Ed ecco spiegato il perché dell’affermarsi del fast fashion, il quale va incontro a queste necessità: tanti abiti a prezzi modici, un sogno!

Ma è tutto oro quello che luccica?

Allarme spoiler: No!

Fast fashion e sostenibilità

La quantità di collezioni proposte e i prezzi stracciati del fast fashion, ahimè, nascondono un lato molto oscuro che spesso va oltre la moda.
Iniziamo analizzando le quantità di collezioni proposte. Come fanno ad essere sempre “alla moda”?

Per analizzare questo lato della medaglia bisogna capire come lavorano le case di moda: esse dedicano sei mesi per la ricerca, lo sviluppo e la produzione dei capi da mostrare in passerella, solitamente durante le fashion weeks. Solo a seguito delle recensioni di giornalisti e buyers scelgono se realizzare l’intera collezione proposta o solo alcuni capi da far uscire nella stagione successiva. Le tempistiche così dilatate sono in realtà necessarie per la realizzazione di un capo unico, di alta qualità, realizzato a regola d’arte in tutte le sue parti.

Visto quanto riportato, è facile capire che proporre ogni giorno nuovi capi non è semplice, soprattutto se si tiene conto del fatto che i trend della moda vengono comunque settati dai grandi marchi e che il fast fashion si limita a riproporli riducendone costi e qualità. Per questo motivo i brand del fast fashion vanno spesso a “copiare” il lavoro svolto da altri, rendendolo “fast” e quindi presto non più un pezzo ricercato e di design.

Analizziamo adesso la questione prezzi: come è possibile che siano così bassi?

Le aziende del fast fashion puntano su materiali di scarsa qualità e, soprattutto, abbassano i costi di produzione dislocando la stessa in Paesi in via di sviluppo. Questo implica due conseguenze da non sottovalutare:

  1. Questione ambientale
    Considerando la quantità di collezioni prodotte e i rispettivi scarti, i materiali utilizzati e le condizioni di lavoro in cui vengono realizzate, queste implicano dei danni ambientali enormi. Si pensi, ad esempio che molti abiti sono realizzati utilizzando plastiche usa e getta derivanti dal petrolio. Il fast fashion è, infatti, responsabile circa del 10% delle emissioni di gas serra sul pianeta.
  2. Questione sociale
    Il dislocamento della produzione in paesi in via di Sviluppo è strategico per le aziende, questo comporta uno sfruttamento della manodopera in Paesi noti, purtroppo, per lo scarso rispetto dei diritti dei lavoratori.
    Avere capi di fast fashion nel proprio armadio, quindi, significa inequivocabilmente assumersi la responsabilità di incentivare un mercato eticamente discutibile e insostenibile dal punto di vista ambientale.

Come liberarsi del fast fashion?

Dobbiamo quindi rinunciare ai nostri capi per ogni occasione?
No o, meglio, ni…

Esistono ovviamente delle alternative al fast fashion, prima fra tutti fare acquisti da aziende più sostenibili che utilizzano fibre naturali e una produzione sostenibile. L’unico neo in questo caso risiede nei costi: la qualità si paga. Ma allora se vogliamo cambiarci spesso e spendere poco… Cosa possiamo fare?

Potrebbe aiutarci la famosa regola delle 3 R: Riduci, Riusa, Ricicla. La regola universale del riciclo per la salvaguardia dell’ambiente può essere applicata anche alla moda. L’obiettivo è quello di fare degli acquisti più consapevoli, senza eccedere, riutilizzare più volte gli stessi capi e se abbiamo dei capi che non utilizziamo più regalarli o rivenderli anziché buttarli.
Facile, ma noi compratori compulsivi non possiamo negare che quel riduci iniziale ci spaventa un po’. Tuttavia l’ultimo punto è molto interessante… Se possiamo vendere, possiamo comprare!

Ebbene sì, la soluzione migliore potrebbe essere il second hand: comprare abiti di seconda mano è facile, ormai esistono svariati siti web e negozi fisici con un’ampissima scelta di prodotti e a prezzi bassissimi!

Fantastico! Eppure, ti vedo, non sei soddisfatto al 100%… lo so, è vero che comprare capi usati è facile e veloce, che c’è un’ampia scelta e i capi sono spesso di una qualità accettabile, ma noi eterni insoddisfatti vogliamo anche che siano all’ultima moda!

Consumare liberandosi dalle “catene” della moda non sostenibile

È paradossale quanto sia difficile liberarsi dal fast fashion nonostante la consapevolezza dei danni che questo provoca all’ambiente.

Non giriamoci intorno, come per il consumo della carne piuttosto che l’utilizzo eccessivo di caloriferi e condizionatori, anche in questo caso il punto risiede nell’egoismo. Non preoccupatevi non vi stiamo giudicando, sappiamo perfettamente che alle volte mettere il bene del mondo prima del nostro, per quanto poetico, sia in realtà molto faticoso!

Per liberarsi dal fast fashion, non possiamo optare per un cambiamento netto e radicale, ma potremmo procedere in piccole dosi!

Iniziamo ad esempio ad acquistare in maniera responsabile, ciò che veramente ci serve e lasciamo i negozi di fast fashion sempre come ultima chance. Approfittiamo dei saldi per comprare capi di qualità a prezzi accessibili e facciamo più attenzione alle realtà alle quali rivolgerci.

Ma soprattutto… Approfittiamo della primavera e del cambio armadio per liberarci degli abiti che non usiamo più e che potremmo vendere. In questo modo aiuteremo l’ambiente (e il nostro budget shopping) senza troppa fatica!

 

A cura di Anna Rombolà

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