Ecoreati: l’ambiente entra nel codice penale

Ecoreati: l’ambiente entra nel codice penale

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Dal 19 maggio la parola ambiente entra nel codice penale con la legge sugli ecoreati.

Una legge aspettata da quasi vent’anni e che definisce cinque nuovi reati: l’inquinamento e il disastro ambientale, l’abbandono ma anche il traffico di materiale altamente radioattivo, l’impedimento del controllo e l’omessa bonifica.  Si allungano i tempi di prescrizione, anzi raddoppiano, e le pene diventano severe, arrivando ad una condanna fino a 15 anni di reclusione.

Un provvedimento che rappresenta una battuta di arresto per chi ha condotto la sua attività senza pensare alle conseguenze inquinanti sul territorio.

Legambiente ha partecipato con un brindisi in piazza Navona il 19 maggio e il vice presidente dell’associazione ambientalista, Stefano Ciafani, commenta così l’approvazione: “Gli ecoreati sono una cosa che chiedevamo da ventuno anni, quando nel 1994 Legambiente iniziò la sua attività di denuncia del fenomeno delle ecomafie. Finalmente questa legge è stata approvata un giorno prima del nostro trentacinquesimo compleanno e finalmente questo Paese è riuscito a dotarsi di una norma penale straordinaria. Un regalo per Legambiente che ci ha lavorato per 21 anni, ma soprattutto al Paese”.
“Finalmente – prosegue Ciafani – si potranno fare arresti in flagranza, si potranno fare rogatorie internazionali o intercettazioni telefoniche e i tempi di prescrizione raddoppieranno. Una legge positiva per il codice penale visto che fino ad ora non si era mai parlato di un reato ambientale in senso stretto ma, come tutte le leggi penali, non hanno effetto retroattivo”.  “Il grande risultato – conclude il vice presidente – è che da ora in poi quei disastri ambientali, sanitari ed economici non si compiranno più in quel modo perché si rischia la reclusione e la confisca dei beni. Mezzi di prevenzione contro i furbi, gli ecomafiosi e gli ecocriminali che oggi ci penseranno prima di commettere quei reati”.

Una legge che nasce come una risposta anche ai fenomeni delle ecomafie e dei crimini ambientali in generale. Raffaele Lupoli, attivista dell’associazione DaSud, che da tempo si occupa di mafie ed infiltrazioni mafiose, ha commentato così l’approvazione della legge sugli ecoreati: “Troppi disastri ambientali impuniti per una prescrizione breve o perché c’erano norme troppo blande proprio perchè i giudici dovevano lavorare su un’interpretazione estensiva delle norme esistenti e quindi spesso le accuse decadevano nei diversi gradi di giudizio, sopratutto quando dall’altra parte c’erano avvocati troppo potenti e avvocati di potenti”. “Adesso – prosegue Lupoli – ci sono degli strumenti, che valuteremo nella loro reale efficacia alla prova dei fatti, che però esistono e questa è già un’opzione del Parlamento italiano, che comunque l’ha votato con una discreta maggioranza”.  La legge sugli ecoreati infatti è stata approvata al Senato con centosettanta voti a favore, venti contrari e ventuno astenuti.

La speranza di Lupoli è che questo strumento sia un deterrente e che non vengano dimenticati i  “casi di giustizia negata” che spera con la legge sugli ecoreati non si ripetano. Fra i nomi ricordati da Lupoli ci sono: l’Ufficiale della Capitaneria di porto di Reggio Calabria che ha indagato sulle carrette del mare che la ‘ndrangheta ha affondato con i loro carichi di scorie, rifiuti tossici e materiale nucleare a cui è stato dedicato il libro a fumetti, dal titolo Natale De Grazia (Le navi dei veleni); la giornalista Ilaria Alpi e l’operatore Miran Hrovatin;  e più di recente Roberto Mancini, commissario della Criminalpol che ha seguito un’indagine sullo sversamento di rifiuti tossici e radioattivi per conto della Commissione parlamentare d’inchiesta, e che si è ammalato proprio svolgendo quelle indagini. L’ultimo pensiero Lupoli lo dedica ai territori inquinati dall’eternit che non ha subito giustizia perché “c’è stata una sentenza, appunto, senza un supporto legislativo adeguato, che ha portato ad un nulla di fatto”.

Proprio in tema eternit e in tema Ilva, nascono gli interrogativi, perché la legge sugli ecoreati punisce il disastro ambientale solo se realizzato “abusivamente” e questo potrebbe dar adito a delle contraddizioni, proprio perchè chi autorizzato, potrebbe non essere soggetto alle sanzioni del testo appena approvato. Intanto un piccolo passo è stato fatto ed un deterrente ai reati ambientali è stato creato. Critiche ed innalzamenti agli onori sono stati riversati su questa legge, che rivelerà difetti e pregi nel momento dell’attuazione.

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