Al Teatro Vittoria di Roma continua il felice sodalizio fra la scrittrice inglese e la compagnia Attori & Tecnici, costituita nel 1977 da Attilio Corsini e Viviana Toniolo. Lo spettacolo, ironico e graffiante, sarà in scena fino all’11 gennaio
Una villa immersa nella campagna inglese e soffocata dalla pioggia battente. Un passaggio segreto e una scrivania dal doppio fondo dove è nascosto un tesoro inestimabile. Un omicidio. Sul palcoscenico del Teatro Vittoria torna il grande giallo d’autore. Dopo il successo di pubblico per la rappresentazione di “Trappola per Topi” nelle due passate stagioni, la compagnia Attori & Tecnici si diverte questa volta a portare in scena un altro capolavoro dell’amata Agatha Christie: “La tela del ragno”, scritto nel 1954 per impulso dell’attrice Margaret Lockwood, stanca dei ruoli da cattiva che le venivano solitamente assegnati.
Lo spettacolo piace perché appassiona e diverte lo spettatore. La squadra, guidata dalla sapiente mano del regista Stefano Messina, ha interpretato magistralmente l’opera della scrittrice inglese grazie al feeling maturato in anni di rappresentazioni delle sue commedie e alla familiarità acquisita con l’humour britannico. Pensiamo solamente a “Rumori fuori scena” di Michael Frayn che la compagnia ha portato in scena al Vittoria e in giro per l’Italia registrando il tutto esaurito.
Certo, va detto che un ruolo fondamentale è ricoperto dal testo, tradotto da Edoardo Erba, nel quale Agatha Christie mostra tutta la sua bravura nel giocare con gli ingredienti della tradizione britannica e del genere giallo: la storia coinvolge perché costruita sapientemente intorno al ritrovamento del “classico” cadavere nella biblioteca e alle indagini, un po’ goffe, che ne scaturiscono. Ma il pubblico, ipnotizzato dalla narrazione e in cerca del vero colpevole con ragionamenti più o meno contorti, ride di gusto.
Ogni personaggio è una macchietta, una caricatura di sé stesso e del ruolo che ricopre nella società. Il culmine di questa giostra parodica e ironica è raggiunto dall’entrata in scena dell’ispettore di Scotland Yard e del suo fidato (quanto strampalato) Jones che, tirati un po’ per la giacchetta, potrebbero ricordare gli amati Stan Laurel e Oliver Hardy, meglio conosciuti come Stanlio e Olio. Da questo momento in poi la diegesi subisce una brusca accelerazione, il ritmo diviene più incalzante e i tempi conquistano una connotazione comica, quasi farsesca. Così, da puro genere giallo, lo spettacolo vira verso la commedia: più le indagini progrediscono, più le situazioni divengono ingarbugliate e più la pièce affonda il coltello nell’ironia, nel buffo e nell’imprevedibile con continui colpi di scena. L’esito è esilarante.
Ancora una volta l’impostazione drammaturgica di Stefano Messina dimostra una certa fedeltà alle ambientazioni e alla storia della Christie. Impressiona la ricostruzione del salone di una villa nella campagna inglese così come il ricorso a espedienti scenografici propri del genere giallo e dal sicuro effetto comico: l’armadio a muro, che cela un passaggio segreto, e la scrivania dal doppio fondo. Senza contare la piacevole intrusione del cane Kataklò, in grado di strappare qualche risata e battito di mani.
Messina, infine, non ha trascurato l’importanza della luce, piegata a fini narrativi e di didascalia, e ha sfruttato l’elemento musicale per accrescere il pathos di alcune scene o accompagnare i momenti salienti della narrazione. Temi musicali che affondano anche nel ricco patrimonio del jazz.
Il cast è quasi interamente quello dell’ultima, applauditissima edizione di “Rumori fuori scena”: Viviana Toniolo, Annalisa Di Nola, Stefano Messina, Carlo Lizzani, Roberto Della Casa, Claudia Crisafio, Elisa Di Eusanio, Marco Simeoli, Sebastiano Colla e Luca Marianelli.
LA STORIA
Tutto si svolge in una villa della campagna londinese. I nuovi proprietari sono Henry e Clarissa, lui funzionario al Ministero degli Esteri e lei affascinante padrona di casa. Qui arrivano tre ospiti, Sir Rowland, Hugo e Jeremy. Mentre Henry è fuori per affari, Clarissa riceve la visita di Oliver Costello che in seconde nozze ha sposato la prima moglie di Henry, Miranda. Egli insiste affinché la sua figliastra, Filippa, vada a vivere con la madre, ma Clarissa non è affatto d’accordo. La tensione sale quando, poco dopo l’uscita di scena di Oliver, Clarissa attraversa il soggiorno e s’imbatte nel cadavere di uno sconosciuto. Henry tornerà a breve con un altro ospite di riguardo e la donna decide di chiedere aiuto agli altri per far sparire il corpo. Ma proprio mentre si accingono a portarlo fuori , due poliziotti suonano alla porta. Inizia così una lunga serie di interrogatori durante i quali i vari personaggi raccontano storie sempre più diverse e contraddittorie mentre gli investigatori li incalzano e li mettono in difficoltà. Ma perché tutto questo accade? Che cosa hanno da nascondere? Chi ha ucciso quello sconosciuto?

