Addio a Pino Daniele, bluesman italiano

Pino Daniele ha portato in Italia un mix di blues, jazz, rock e musica napoletana

Stroncato da un infarto la notte del 5 gennaio il cantautore non aveva ancora compiuto 60 anni e con lui se ne va l’anima della cultura partenopea moderna. Pino Daniele, re e inventore di quel sound unico e inconfondibile, è riuscito a mescolare il blues, il jazz e il rock con la tradizione popolare napoletana facendone un vero e proprio genere musicale che ha curato, nutrito e portato avanti nei suoi 40 anni di carriera.

Sono tantissimi i messaggi di cordoglio dei fan e dei colleghi: “E così dopo Lucio se ne è andato un altro pezzo di cuore e di vita, uno dei più grandi di sempre. Ciao Pino e infinitamente grazie”, scrive per esempio Daniele Silvestri, arrivando esattamente al cuore di ciò che ci procura più dolore: sapere che pezzo dopo pezzo tutto il “cantautorato” italiano se ne sta andando, lasciando certamente una grandissima eredità, ma anche un vuoto incolmabile. L’Italia intera piange la perdita di un’artista così grande e a Napoli il sindaco De Magistris ha proclamato il lutto cittadino perché, afferma lui stesso, “Pino è Napoli”.

Pino Daniele cantava l’amore e la rabbia nei confronti di quella Napoli che ci raccontava in ogni suo pezzo; indimenticabile l’esordio nel 1977 con il brano “Terra mia”,  un testo tanto breve quanto ricco di immagini, brano che ha dato il nome a quell’album meraviglioso che conteneva anche “Na tazzulella e café” e il suo più grande successo “Napul’è”, suonato, tra gli altri, da Eric Clapton.

https://www.youtube.com/watch?v=Uq569LIQUTA

Ma la vera consacrazione è arrivata con il disco “Nero a metà” (1980) e con l’apoteosi di quel concerto del 19 settembre 1981 che radunò duecento mila persone in Piazza del Plebiscito a sentirlo suonare accompagnato da Joe Amoruso, Tullio De Piscopo, Enzo Avitabile e James Senese. Senza scordarci poi di successi come “Yes I know My Way”, “Putesse essere allero’”,“A Me me piace o’ blues”, “Je so’ pazz’”, “O scarrafone”, “Anna Verrà”, “Quando” , fino alle più recenti “Io per lei”, “Che male c’è”  “Amore senza fine” e le bellissime colonne sonore per “Ricomincio da tre“, “Le vie del signore sono infinite” e “Pensavo fosse amore invece era un calesse” scritte insieme al suo grande amico Massimo Troisi.

https://www.youtube.com/watch?v=-GxphwR5rKc

Ma ciò che non dimenticheremo mai di questo straordinario Artista (e la “A” maiuscola non è un vezzo ma un dovere) è quella sua voglia continua di sperimentare e innovare mantenendo viva, al tempo stesso, la sua anima partenopea. Ci ha raccontato la vita con ironia, amore, rabbia, in un dialetto che non ha mai avuto bisogno di traduzioni; ci ha fatto ascoltare una musica dolce, straziante, romantica, allegra e allo stesso tempo amara;  ci ha regalato la sua chitarra raffinata e robusta e la sua voce inconfondibile che continueremo a sentire, perché dimenticarla sarebbe impossibile.

 “E dimme quacch’ cosa nun me lassà accussì, stasera sto sballato che voglia ‘e partì, cu ddoje parole ‘mmocca e tanta semplicità, putesse essere allero.”

Ciao Pino e scusaci se non riusciamo a lasciarti andare, non eravamo affatto pronti.

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