Mark Zuckerberg acquisisce la piattaforma di messaggistica istantanea per diversi motivi, ma in realtà non aveva alternative.
Detto ciò perchè Facebook ha speso quindi una cifra ben diciannove volte superiore a quella relativa all’acquisizione di Instagram nel 2012? La risposta è che in realtà Mark Zuckerberg aveva poca scelta.
Guardando in numeri risulta evidente che ogni giorno su WhatsApp vengono elaborati circa 27 miliardi di messaggi, provenienti da oltre quattrocento milioni di utenti attivi in tutto il mondo. Una minaccia per il social network, che rischiava di perdere parte del suo miliardo e duecento milioni di utenti mensili a favore di una piattaforma di messaggistica istantanea sempre più apprezzata dagli utenti giovani, ai quali facebook non aveva modo di accedere.
Da quando il cellulare è diventato un fenomeno di costume, uno dei punti cardine di questa tecnologia non è mai cambiato nel tempo: i giovani vogliono inviare e ricevere messaggi, gratuitamente. Sarà sempre così.
Il social network di Zuckerberg ha provato a fare quello che fa WhatsApp con Facebook Messenger, ma non è riuscito ad ottenere gli stessi risultati, molto probabilmente per questioni di privacy.
WhatsApp inoltre ha sua utenza principale distribuita al di fuori degli Stati Uniti d’America, ed in mercati come la Cina (un Paese nel quale il social network e bandito) e nei Paesi emergenti. Particolare rilevante visto che Zuckerberg da molta importanza alle zone in via di sviluppo, nelle quali gli utenti sfruttano la piattaforma di messaggistica istantanea per comunicare con lo smartphone, anche tramite WiFi in punti geografici non coperti dalla rete cellulare, oppure in Paesi nei quali le tariffe per le connessioni mobili sono ancora proibitive.
“WhatsApp è sulla strada per arrivare a connettere un miliardo di persone” – ha affermato Zuckerberg – “I servizi che raggiungono questa soglia sono incredibilmente preziosi. Conosco Jan da tempo e sono contento di questo accordo con lui e con la sua squadra, servirà a rendere il mondo più aperto e connesso”.
Dai dati presentati infatti questa fusione mira a raggiungere il traguardo di 1 miliardo di utenti su Whatsapp in poco tempo: anche se la piattaforma di messaggistica istantanea attualmente vede “solo” 450 milioni di utenti attivi nel proprio network, il tasso di crescita della sua diffusione è molto più rilevante di quello di Facebook, Instagram, Skype o Gmail.
Insomma, il mobile messaging (con WhatsApp in prima linea) stava facendo perdere colpi al network di Mark Zuckerberg: a mettere in rilievo questo inaspettato fenomeno, ci ha pensato una ricerca effettuata da On Device, che ha svolto un sondaggio su 3.759 possessori di smartphone residenti negli Stati Uniti, Brasile, Sud Africa, Indonesia e Cina. Da questo sondaggio ne è derivato che il 44% degli intervistati utilizza WhatsApp almeno una volta alla settimana, mentre solo il 35% usa Facebook Messenger. Tra le altre applicazioni di messaggistica che dominano il mercato mobile troviamo WeChat, Twitter, BBM e Skype.

Questa fusione, che dovrebbe essere la più importante della storia del web, è il frutto di un duro lavoro di mediazione, durato ben due anni. Mark Zuckerberg contattò Jan Koum, CEO di WhatsApp, nel corso della primavera del 2012. Un mese dopo la telefonata, i due si incontrarono a Los Altos, ed ha iniziarono a discutere della possibilità. Ma nonostante l’importanza che dava Zuck alla cosa, non si trovò un accordo.
Nel corso degli anni , i due sono rimasti in contatto, e si sono incontrati diverse volte, fino ad arrivare ad una cena tenutasi il 9 febbraio 2014, durante la quale Zuckerberg avrebbe detto a Koum “connettiamo il mondo assieme”, mettendo bene in chiaro che non si sarebbe trattato di una semplice acquisizione, ma che sarebbe stata una vera e propria collaborazione.
Nel corso dei suoi dieci anni di vita Facebook è cambiato sensibilmente seguendo spesso le variazionidelle abitudini degli utenti sempre più rivolti al mercato mobile. In effetti gli utenti non sono alla ricerca di un’applicazione centralizzata con la quale effettuare tutte le operazioni, e a darne conferma ci pensano le classifiche dell’App Store e del Play Store in tutto il mondo. La strategia vincente nel mercato dei dispositivi mobili è quella di proporre diverse tipologie di applicazioni, semplici nell’utilizzo, con le quali poter accedere al servizio che si necessita al momento, in modo da rendere più dinamico ed accessibile l’uso degli stessi dispositivi ed in un certo senso annoiare meno gli utenti stessi.
fonti: techfanpage e ondeviceresearch

