Tutte le ragazze con una certa cultura è una nuova web serie. Il racconto di una malata storia nevromantica.
Si è vero, si tratta di una intervista a un amico, perchè non dirlo, lui, Felice V. Bagnato ha diretto una web serie, io mi occupo di un magazine, domanda e offerta si incontrano, una storia da ascoltare, carburante per noi.
Ci si vede per un caffè, siamo a nostro agio, ma appena si inizia a parlare qualcosa cambia, ci si ritrova dopo anni a scambiare opinioni e a discutere, ma questa volta siamo ultra trentenni che stanno facendo il proprio mestiere.
Si discute di web series, un mondo che sinceramente frequento poco, capita di imbattersi in qualcosa ogni giorno, ma la mancanza di tempo o il trovarsi di fronte a prodotti deludenti mi fa desistere.
La prima domanda te la faccio a bruciapelo, da qualche settimana una web serie è arrivata su un canale televisivo nazionale, Tutte le ragazze ha qualcosa in comune con la serie in questione?
No, sono due cose diverse, se proprio dovessi fare un confronto tutte le ragazze è più vicina come genere a The Freaks, la prima, vera web serie italiana. Io personalmente sono un grande estimatore di un’altra serie che a oggi mi risulta sia incompiuta, Le cose brutte. Mi è piaciuta pure Stuck di Ivan Silvestrini.
Ok, ricominciamo, con la domanda standard, classica, come nasce Tutte le ragazze di una certa cultura? (che da ora indicheremo con Tutte le ragazze)
Il soggetto di Tutte le ragazze nasce dalla testa e dalla penna di Roberto Venturini. Alla sceneggiatura, oltre Roberto, hanno lavorato il sottoscritto, Matteo Vallorani, Stefano Di Santi, Silvia Abate. Racconta la strana storia d’amore tra due persone ciclotimiche . Il protagonista, Luca è un correttore di bozze che è un trentenne assistente universitario, un intellettuale che corregge bozze; lui non fa altro che classificare giovani donne in base a questi criteri, iniziando relazioni in base al quadro che loro hanno appeso in camera.
Detto così un pò fa paura, poi vedendo il primo episodio si capisce che il livello è alto ma non è una palla per intellettualoidi. Perchè avete scelto di produrre una web serie, e non qualcos’altro? Va di moda? Costa meno?
Tutte le ragazze originariamente nasce come cortometraggio. Da lì si è partiti per arrivare a strutturare la serie. Tra l’altro intanto abbiamo anche scritto la sceneggiatura per un film, è chiaro che la differenza dei costi è abissale. Qualsiasi produzione cinematografica, anche quella più indipendente ha bisogno di diversi zeri. Il web permette di fare cose belle con risorse inferiori. Meno soldi però non vuol dire prodotto tecnicamente scadente o approssimativo. Il web è un genere a se stante. Tutte le ragazze dopo l’idea iniziale è pensato per stare su internet, quindi episodi non più lunghi di 8 minuti.
Ho come la sensazione, andando su youtube, abbastanza fondata, che molti ormai prendano una telecamerina e filmino, in alcuni casi si intuisce che dietro ci sia un pò di scrittura, in altri l’improvvisazione regna sovrana e i risultati non sono esaltanti. Voi avete curato molto la fotografia ad esempio, il web merita tante energie o si può essere meno pignoli?
La web serie in Italia viene concepita come qualcosa in cui si accende la macchina e si riprende così quello che capita, una cosa che tutti possono fare, con molta improvvisazione come dicevi tu. Spesso si rischia di avere web series senza identità, dove non esistono storie ma solo insiemi di sketch. I Simpson non hanno una storia, ogni episodio ha una vita proprio anche se ancorato a una struttura narrativa. Tutte le ragazze segue un percorso da A a B, si ha un inizio e una fine.
Scusa ma io devo tornare su una cosa che mi preme. Non avete paura che siete andati troppi in alto? Non ci sono troppe citazioni, riferimenti all’arte e alla letteratura. Va bene che non ci si deve arrendere al nulla che avanza, ma diciamoci la verità Felì, se uno vuole accoppiarsi con una mica pensa al quadro di Schiele che ha appeso in camera. Viene difficile pensare che accada, se non in qualche nicchia super radical.
Le citazioni, la letteratura, la musica ci sono ma in tutte le ragazze trovi di tutto: le milf, i precari, la politica ma solo sullo sfondo, come è sullo sfondo della vita di tutti, la persona con cui stai, la mancanza di soldi. I selfie, i social non possono diventare il fondamento dell’esistenza. La serie parla ed è indirizzata ad un pubblico specifico, un gruppo preciso che corrisponde a quella che viene definita la generazione Bim Bum Bam. Il protagonista è nato negli anni ottanta, come noi, quindi aldilà di ideologie, educazione ecc, siamo persone con un bagaglio culturale e mediale comune. Probabilmente la serie sarà seguita da persone che vanno dai 25 a 40 anni, dubito che il quindicenne la possa capire ma non per questo non è detto che non piaccia.
Fate selezione all’ingresso?
Non è una discriminazione ma una selezione naturale. I decenni che viviamo, sopratutto gli anni della formazione hanno un peso determinante.
Quanto hai messo di tuo? La musica sicuro, Bob Dylan, poster dei Rem.
In tutte le ragazze si vede tutto il mio amore per Tarantino e Anderson. Ci sono miei oggetti, vestiti,ci sono citazioni più o meno nascoste, ad esempio un pestaggio ha echi di Linch. Ma anche gli attori hanno messo del loro, qualche oggetto, qualcosa che li caratterizza, come un anello. Nella storia e nel protagonista non c’è nulla di autobiografico ma sicuramente ci sono riferimenti al mio vissuto.
Ok, ce l’abbiamo fatta, dobbiamo solo dire che la serie si trova sul canale Youtube tutteleragazzeserie e sulla nuova piattaforma Mega Tube. Ultima cosa, quando organizzate uno di quegli eventi in qualche bel posto, dove invitate amici e stampa, con aperitivo incluso? Inizio a prenderci gusto. E comunque a me sembra assurdo uscire con una solo perchè ha un quadro di Schiele in camera.











