Messico ed Ecuador ai mondiali. Tecnica e corsa

Messico ed Ecuador arrivano in Brasile armati di buona volontà, discreta tecnica e tanta corsa. Soprattutto per Marquez e compagni sognare è legittimo.

MESSICO

Inserito nel girone A insieme ai padroni di casa del Brasile, alla Croazia e al Camerun, la formazione del tecnico Herrera è per lo più formata da giocatori che militano nel campionato locale. Il veterano è Marquez, ex  difensore del Barcellona e al suo quarto mondiale consecutivo. La punta di diamante è senza dubbio il Chicharito Hernandez, attaccante in uscita dal Manchester United che con la casacca nazionale ha all’attivo 57 presenze impreziosite da ben 35 reti. Ochoa è un portiere di buonissimo livello che milita nel campionato francese. Dalla Bundesliga (Bayer Leverkusen) arriva il centrocampista Guardado e dalla Liga (Villareal) i fantasisti Aquino e Dos Santos. La qualità della rosa è tutt’altro che eccelsa, l’esperienza è limitata e le possibilità di qualificazione devono passare dai veloci contropiedi di cui sono capaci i veloci attaccanti. Parte leggermente dietro alla Croazia per il 2°posto nel girone che dovrebbe vedere il dominio del Brasile.

ECUADOR

La formazione del ct Rueda è alla terza partecipazione ad una fase finale di un Mondiale dopo la partecipazione nel 2002 e nel 2006. Il girone E con Francia, Svizzera e Honduras è uno dei meno proibitivi ma la qualità poco più che sufficiente della rosa ecuadoriana non permette voli pindarici. È la squadra sudamericana con meno talento e gli unici spunti di classe possono essere proposti da Antonio Valencia del Manchester United considerato in patria una vera star e da Caceido, giocatore dalla lunga esperienza nei campionati europei. Occhio al giovane talento Jefferson Montero, 24enne nel mirino di molte squadre del vecchio continente. A favore dell’Ecuador gioca il fattore climatico, infatti la squadra sudamericana potrà adattarsi meglio delle avversarie al clima tropicale che renderà i ritmi di gioco blandi. Dove non arriverà la tecnica si cercherà di sopperire con altro. Gambe e polmoni in questo mondiale potrebbero essere più decisivi del fattore tecnico.

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