Artes Mechanicae: l’artigianato che dà vita al teatro

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Presso la Casa dei Teatri del Villino Corsini, nel verde di Villa Pamphilj, sono in mostra le macchine di scena del teatro italiano dal Rinascimento ad oggi realizzate dal maestro Luciano Minestrella.

L’esposizione “Artes Mechanicae. Ricercando tra le radici del teatro italiano“, che racconta secoli di fulgido amore tra l’alto artigianto e il teatro, continuerà a incantare i visitatori fino al 20 ottobre. Alla Casa dei Teatri è possibile avventurarsi in un viaggio attraverso le macchine di scena che hanno fatto galoppare la fantasia di milioni di spettatori teatrali, dal quattrocento fiorentino fino ad oggi. Questi prodotti di ingegno e manifattura sono riprodotti con minuziosa precisione in prototipi di legno da Luciano Minestrella, direttore artistico de La Mirabilis Teatro Societas, un’associazione che studia il rapporto tra teatro e botteghe artistiche del Rinascimento. La mostra è promossa da Roma Capitale, Biblioteche di Roma e Teatro di Roma, in collaborazione con Zètema Progetto Cultura, e ne è curatore il maestro Minestrella, che ci ha spiegato: «Le macchine sceniche non sono un particolare, per quanto spettacolare, ma sono un corpo narrante, che abbraccia dentro di sé ogni tipo di attività, dalla musica al testo, alla recitazione dell’attore, alla scenografia».

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Passeggiando nelle stanze della Casa dei Teatri si possono ammirare modelli che ricostruiscono, sulla base di fonti scritte, marchingegni scenici del Rinascimento, come la riproduzione di una scenografia di Filippo Brunelleschi risalente al 1436-39, raffigurante un’Annunciazione studiata su una descrizione del Vasari. Altre macchine sceniche sono invece versioni in scala di originali realizzati dallo stesso Minestrella, come la caratteristica Natività, che svela dentro un uovo che si apre il racconto della scena sacra della nascita di Gesù. Minestrella ci ha detto qualcosa di più su questa sua opera, rivelandoci che «la Natività nel 1998 vinse un bando di concorso del Comune di Roma per le festività natalizie e successivamente il Comune di Roma fece suo il progetto utilizzandolo per aprire e chiudere l’anno giubilare».

Ad accogliere i visitatori, nella prima stanza, vi è un’altra meravigliosa macchina scenica, un grande Ippogrifo, realizzato seguendo fedelmente il ritratto che ne dà l’Ariosto nel suo Orlando Furioso. L’ippogrifo è per antonomasia metafora della fantasia, e invita idealmente a salire in sella al suo carro per intraprendere insieme il percorso espositivo.

La mostra è gratuita e tutti i sabato mattina i visitatori vengono accompagnati nel tour dal curatore Minestrella, pronto a condividere con tutti i curiosi il mistero di come una bottega artigiana possa trasformarsi in generatrice di  narrazioni artistiche.

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