Adinolfi, twitter e un popolo di iprocriti

Negli ultimi due giorni due tweet hanno fatto discutere. Il primo quello di Vito Crimi su Berlusconi e i suoi problemi di prostata, il secondo quello di Mario Adinolfi sulla terra dei fuochi e i suoi abitanti.

Tralascio il primo perchè i grillini hanno già abbastanza spazio in rete. Mi volevo soffermare sul secondo. Lo riporto qui sotto.

Il riferimento è alla “terra dei fuochi”, quella zona della Campania, tra Napoli e Caserta, in cui il terreno è avvelenato dai rifiuti tossici sepolti per anni. In questi ultimi giorni c’è stata una mobilitazione mediatica che oltre ai servizi giornalistici a portato i vips italiani a fotografarsi e “adottare” un paese martoriato da questa sciagura.

Adinolfi è stato preso d’assalto su twitter e facebook, insultato, minacciato di morte. I primi ad offendersi sono stati i campani. Quindi il blogger, ex deputato del PD, ha precisato che il riferimento era al popolo italiano tutto. Quindi è scattata l’indignazione nazionale.

Io la penso diversamente da Adinolfi su molte cose, distanti anni luce su certe questioni, e non potrebbe essere altrimenti provenendo da due culture diverse. Ma la questione è un’altra. Come al solito l’ipocrisia imperante si scaglia contro chi usa termini forti per dire cose vere. Molti quando vedono qualcosa che non piace in Italia dicono : che popolo di merda, oppure siamo un popolo di merda. E lo fanno per questioni ben più futili. Nella mia vita ho sentito definire di merda quartieri o intere città se da quelle zone non uscivano fuori un certo numero di voti. Adinolfi, lo fa, per tutta una serie di questioni, politiche, economiche e giudiziarie. Alcune le condivido, altre no. Un popolo che disprezza con tutte le forze la classe politica ma poi la vota e sta li a chiedere scorciatoie e raccomandazioni. Ovviamente sto generalizzando molto, si fa quando si deve spiegare qualcosa. La casta è veramente così diversa dal resto cittadini?

L’ho detto più volte che odio le provocazioni fini a se stesse ma in questo caso ci sta. Si perchè la questione sulla terra dei fuochi esiste da più di venti anni. La situazione è stata denunciata solo da una minoranza. Qualche politico o giornalista locale, piccole associazioni e dalle persone malate per quello che mangiano e respirano. Ma non mi pare che ci siano state manifestazioni organizzate, presidi 24/24 contro discariche e inceneritori in Campania.

L’omertà si fa forza grazie ai complici e le vittime. Il confine tra le due condizioni spesso è labile. Impossibile non vedere camion che per anni scaricavano nei terreni rifiuti di tutti i tipi. Contadini che hanno continuato e raccogliere il frutto del loro lavoro, consapevoli che quei pomodori non erano normali.

Mi danno fastidio le prese di posizione di chi fa lo scandalizzato e poi non fa nulla. I politici campani che rispondono a colpi di comunicati ad Adinolfi perchè non fanno qualcosa di concreto per queste terre? Invece di fare a gara di chi da la risposta più forte, chi fa l’offeso, chi non va oltre al tweet e non va a leggere le motivazioni. E poi tutti quelli che ogni giorno, insultano il popolo italiano con termini ma soprattutto azioni ben più gravi, non fornendo risposte alla crisi, non contribuendo alla crescita, all’aumento dei posti di lavoro, non contrastando la disoccupazione giovanile giunta alle stelle.

Siamo sotto un regime, quello dell’ipocrisia.

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