Datagate: tutti spiano tutti, fatta eccezione dell’Italia

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Le immense quantità di informazioni messe a disposizione da  Snowden al quotidiano Guardian svelano giorno dopo giorno nuove rivelazioni sul datagate. Sembrerebbe infatti che anche l’Europa aveva (ha?) un sistema di spionaggio sulle comunicazioni telefoniche e internet.

Le principali nazioni coinvolte sarebbero: Francia, Germania, Svezia e Spagna, esplicitamente esclusa invece l’Italia. Il sistema di spionaggio non era organizzato all’interno delle strutture dell’UE, ma gestito privatamente dai 4 paesi. Insomma quello che sembrava uno scandalo del tutto statunitense si allarga a macchia d’olio anche nel vecchio continente e scopriamo, paradossalmente, che la Germania , la nazione che più di tutte aveva aspramente contestato l’operato degli USA, si ritrova al centro di un contro-scandalo nell’imbarazzo più totale.

ll sistema nato grazie alla GCHQ (Government Communications Head-Quarter), l’agenzia di intelligence britannica che si sarebbe limitata solo a dispensare consigli ai 4 paesi usufruendo dei rapporti privilegiati con l’Nsa e diventando il principale HUB dell’intelligence europea e come espressamente esplicitato dalla documentazione emersa, l’Italia è però stata esclusa.

L’esclusione italiana sembra dovuta alle difficoltà dei nostri servizi nel dialogare con un unico referente (la GCHQ  avrebbe intavolato contatti con AISE e AISI) sconsigliando cosi di fatto la partecipazione della nostra nazione all’operazione “top secret”.

Lo spionaggio sarebbe avvenuto attraverso fibre ottiche e grazie ad accordi segreti con le compagnie di telecomunicazioni dei diversi Paesi coinvolti raccogliendo un quantitativo enorme di dati per finalità ancora da precisare.

In tutto ciò, la Germania, “paladina della privacy”  assieme al Brasile ha presentato all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite una risoluzione per chiedere una maggiore protezione del diritto alla riservatezza dei cittadini e mettere fine alle eccessive pratiche di sorveglianza elettronica.

A questo punto non è un caso se Clapper, direttore dell’intelligence americana, aveva definito “ipocrita”  l’atteggiamento dei partner europei.

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