Ronaldo, il primo, il Fenomeno

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Nel mondo del calcio, oggi, parlare di Ronaldo equivale per i più pensare a Cristiano Ronaldo, il campione del Real Madrid, ma per molti è solo lui, Luis Nazario De Lima,  Il Fenomeno

Ronaldo è stato per anni il miglior giocatore al mondo. E lo sarebbe stato sicuramente per più anni ancora se a più riprese le ginocchia non lo avessero tradito. E così alla fine più che i difensori, a fermarlo è stato il destino e la sfortuna. Scatto bruciante, velocità supersonica, gambe potenti, tecnica sopraffina, dribbling e doppi passi ubriacanti. Il calcio che ha mostrato il Fenomeno dal 1996 al 1998 non lo ha mai mostrato nessun essere umano su questo pianeta. Arrivato in Europa nel 1994 dopo gli anni degli esordi da ragazzino nel Cruzeiro in Brasile, lo ingaggia il Psv per 6 milioni di dollari. In Olanda inizia a splendere in modo considerevole la sua stella e realizza in 2 stagioni 54 reti in 57 partite. Nel 2006, a 20 anni, il grande salto nel calcio di livello mondiale e lo acquista il Barcellona per una cifra di 20 milioni di dollari. In Spagna riesce ad alzare il suo primo trofeo (Coppa delle Coppe 96/97) e in quel primo e unico anno segna 47 reti in 49 partite, numeri da capogiro.

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Nell’estate del 1997 Massimo Moratti si regala un sogno e riesce a portare il Fenomeno a Milano. Sborsa l’intera clausola rescissoria di 48 miliardi di lire presente nel contratto del giocatore e riempie d’entusiasmo i cuori di milioni di nerazzurri. 25 gol in campionato, una Coppa Uefa (gol favoloso in finale contro la Lazio) e il Pallone d’oro sarà il bottino del suo primo anno. Il seguito della permanenza all’Inter è reso difficile da due infortuni pesantissimi (prima lesione e poi rottura del tendine rotuleo) e da lunghi periodi di recupero. La sua avventura a Milano si conclude in lacrime nel famoso e triste 5 maggio 2002 interista. Il rapporto con Hector Cuper non fu idilliaco e a fine stagione Moratti a malincuore lo lascerà partire.

Nel luglio del 2002 vince il suo secondo mondiale (stavolta da protagonista) e dopo una trattativa durata tutta l’estate, il 31 agosto diventa, per la cifra di 45 milioni di euro, un giocatore del Real Madrid. Nel dicembre dello stesso anno vince la Coppa Intercontinentale e riceve il secondo Pallone d’oro della carriera. Nella stagione 2002/2003 vince il Campionato Spagnolo e all’inizio di quella successiva                                             alza la Supercoppa nazionale. Nelle 4 stagioni e mezza con la maglia dei Blancos Ronaldo segnerà 104 gol in 177 partite ufficiali. Il 30 gennaio 2007 si consuma il grande sgarbo alla tifoseria interista. Infatti dopo una lunga e complessa trattativa il Fenomeno ritorna a Milano ma nell’altra sponda del Naviglio. Il Milan lo ingaggia per la cifra di 7,5 milioni di euro e risulterà decisivo per la conquista del quarto posto utile per la qualificazione alla zona Champions. Ma la seconda stagione gli riserverà brutte sorprese, infatti una serie di infortuni (coscia e polpaccio) lo limitano nelle presenze fino a quando il 13 febbraio 2008 riceve una mazzata tremenda. In uno scontro di gioco nella partita contro il Livorno si procura la rottura del tendine rotuleo. Questo episodio, visto che il contratto sarebbe scaduto nel giugno 2008, sancirà la fine del suo rapporto con i rossoneri. Il Fenomeno per la prima volta da quando ha iniziato a giocare rimane senza contratto.

Ronaldo

A questo punto il ritorno in patria è sempre più vicino ed è anche la soluzione più logica per un giocatore che inizia ad intraprendere la via del tramonto. Dopo una trattativa con il Flamengo trova l’accordo con il Corinthians. L’esordio nel Campionato Paulista avverrà nel marzo 2009 e tra alti e bassi, tra gol e problemi di peso (soffre di ipotiroidismo), tra giocate di vecchio stampo ronaldiano e soliti problemi fisici, la sua avventura termina il 14 febbraio del 2011 con dieci mesi di anticipo rispetto a quanto programmato in precedenza. Complessivamente tra squadre di club e nazionale ha collezionato 616 presenze e 414 reti con la media realizzativa pari a 0,67 gol a partita. Appese le scarpe al chiodo Ronaldo costituisce una società di sport marketing che si occupa della gestione dell’immagine dei calciatori e sportivi brasiliani, e tutt’ora fa parte del consiglio d’amministrazione del Comitato Organizzatore Locale brasiliano, in vista dei prossimi Mondiali in Brasile nel 2014. “Ronaldo è un pugile dal K.O. facile con i piedi di Fred Astaire. Ogni industria ha bisogno di rinnovare i propri dei. Con lui il calcio ha un dio per i prossimi dieci anni”.  Così lo definì lo scrittore Manuel Vasquez Montalban quando il Fenomeno era appena ventenne.  È difficile ipotizzare cosa avremmo visto o cosa sarebbe successo se il destino e la sfortuna non si fossero accaniti in quel modo, ma di certo sarebbe stato una macchina perfetta, la migliore Ferrari possibile sul mercato.

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