Primarie Pd, l’8 dicembre l’Immacolato…segretario

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La fatidica data dell’8 dicembre, per il Partito Democratico, si avvicina. La partita, per il rottamatore fiorentino, sembra essere scontata. O almeno stando all’ultimo sondaggio di Demopolis.

Il 66 % degli elettori del Pd, infatti, non esiterebbe a votare Matteo Renzi, il quale sfida Gianni Cuperlo, Pippo Civati e Gianni Pittella.

Se per qualcuno, dunque, una nuova pagina per il partito di Via Sant’Andrea delle Fratte, si starebbe scrivendo, per tutti, comunque, non ci sarebbe nulla da festeggiare, se, come chiarisce lo stesso sondaggio, appena il 16 % degli elettori del Partito Democratico si recherebbe a votare per queste elezioni primarie.

Quelle che per eccellenza hanno rappresentato la partecipazione degli Italiani alla vita politica, infatti, rischiano di essere una partita a carte al bar. Complice probabilmente il Governo delle larghe intese, le elezioni per scegliere il nuovo Segretario sembrano non interessare il popolo che, invece, nell’ultima tornata tutta interna al partito, si era riversato nei gazebo per scegliere Pier Luigi Bersani. Ad incidere sulla previsione di una bassa partecipazione, sono anche le regole farraginose, frutto di lotte tutte interne. Ognuno ha proposto una regola “anti – qualcuno”: quasi tutte accettate. E così il minestrone è stato fatto. L’unico problema è che se a qualche candidato può piacere, gli elettori del Pd dimostrano di non gradire, nonostante il freddo, una minestra riscaldata che farà gridare ognuno al broglio. Se la tendenza è quella per la quale Renzi sarebbe il successore di Guglielmo Epifani, la bassa partecipazione al cosiddetto strumento democratico, dimezzerebbe di fatti il potere del Sindaco di Firenze al quale verrà rimproverato di non aver entusiasmato l’elettorato.

Insomma, le primarie del Pd non avranno l’effetto di ricompattare un partito che alle ultime elezioni ha raggiunto un risultato non certo soddisfacente. Anche questa tornata sarà l’occasione non tanto per affilare le armi, quanto per continuare una lotta senza tregua.

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