Playoff Mondiali. Ronaldo batte Ibra. Deschamps soffre e perde a Kiev

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É vero. Bisogna giocare ancora novanta minuti, o più, ma queste sfide di andata hanno già detto qualcosa di molto importante. Ibrahimović nelle gare che contano si eclissa. Cristiano Ronaldo no.

Portogallo-Svezia. Così può essere sintetizzato il match. Non due superpotenze del calcio mondiale, ma squadre che annoverano tra le proprie fila due dei giocatori più forti al mondo. Poi più nulla, o quasi se si escludono Raul Meireles, Pepe e Källstrõm. E proprio per questo motivo che i CT si affidavano ai loro uomini di maggiore classe. Paulo Bento è stato ripagato, il collega Erik Hamrén, invece, no. In una gara senza troppe emozioni, il gol della stella madridista è apparso come una sentenza senza appello. Ancora una volta Cristiano Ronaldo ha dimostrato di essere più forte del dirimpettaio svedese. Colpo di testa sul cross di Miguel Veloso e Isakssson battuto. Uno a zero. Discorso qualificazione ancora aperto, forse l’unico. Non era la prima volta che i due si scontravano in gare così decisive. Già nell’edizione 2008-2009 della Champions League si erano ritrovati faccia a faccia. José Mourinho, con la sua Inter, faceva affidamento sul fuoriclasse svedese per il passaggio ai quarti di finale della competizione. Di fronte aveva il Manchester United di Alex Ferguson e Cristiano Ronaldo. Gli inglesi ebbero la meglio. La stagione seguente si scontrarono nella Liga con il portoghese nella fila del Real Madrid e Ibrahimović con i blaugrana. Quella fu l’unica volta che quest’ultimo ebbe la meglio, ma militava nel Barcellona delle meraviglie che poi avrebbe vinto il campionato. Si perché nell’edizione 2010-2011, quando lo svedese aveva per l’ennesima volta cambiato squadra passando al Milan, i blancos, nelle gare del girone eliminatorio, si imposero all’andata e pareggiarono al ritorno quasi estromettendo i rossoneri dal passaggio del turno. Il ritorno di martedì 19 novembre in Svezia servirà solo a decretare quale squadra accederà alle fasi finale dei mondiali in Brasile. Chi tra Cristiano Ronaldo e Ibrahimović sia il più forte non è mai stato in discussione.

Ucraina-Francia. Era la notte della verità per la Francia di Deschamps. Invece, è stata l’ennesima riprova che la squadra transalpina ha ancora molto da lavorare. L’Ucraina vince due a zero e coltiva più di qualche speranza per volare in Brasile la prossima estate. Zozulya e Yarmolenko i giustizieri all’Olimpiyskyi di Kiev. Il 19 servirà tutta un’altra intensità. Ribery, Nasri, Pogba dovranno caricarsi la squadra sulle spalle. E c’è già chi evoca i ricordi della sfida con l’Irlanda di quattro anni fa. Allora fu Henry l’eroe della serata. Dopo aver vinto la sfida di andata in trasferta per 1 a 0, al ritorno i Bleus perdevano con il medesimo risultato a pochi minuti dai calci di rigore. Un fuorigioco ed un doppio tocco di mano del fuoriclasse, che ha vestito anche la maglia del Barcellona, permisero a Gallas di siglare il pareggio. Francia in Sudafrica, Irlanda estromessa. Ma  il Dio del calcio non fu clemente come l’arbitro di quella gara e gli uomini di Domenech chiusero il proprio girone all’ultimo posto. E meno male che ai prossimi europei sono già qualificati perché nazione ospitante.

Grecia-Romania. Gli ellenici, guidati da quel Mitroglou che in tanti club vorrebbero, (ab)battono la Romania per tre a uno e prenotano il biglietto per la nazione carioca. Solo Katsouranis è rimasto di quella formazione che vinse l’Europeo nel 2004, ma la sensazione di poter tornare di nuovo in una fase finale del mondiale, dalle parti di Atene, è forte.

Islanda-Croazia. É l’unica gara conclusa senza reti.  Gli islandesi, che nella loro storia non hanno mai preso parte ad alcuna fase finale di una competizione internazionale, sognano. Soffrono in dieci per più di 40‘ ed alla fine strappano il pareggio ad una Croazia che non è riuscita a superare il muro di Halldorsson. A Zagabria ci vorrà più di un’impresa. Quest’isola entrerebbe nella storia e di certo vuole farlo dalla porta principale.

VALERIO POLVERISI

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