Venezuela: è iniziata la caccia a commercianti ed imprenditori “speculatori”

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Otto mesi dopo la morte del Caudillo Chávez , il paese sudamericano si trova faccia a faccia con i difetti di un sistema economico accentrato per anni nelle mani del governo. Stavolta Nicolás Maduro, l’attuale Presidente, nel tentativo di trovare i responsabili della crisi, ha deciso di puntare il dito contro  commercianti ed imprenditori, accusati di danneggiare i venezuelani con l’aumento arbitrario dei prezzi delle merci.

 La scorsa domenica, il vice Presidente Jorge Arreaza ha riferito che questa settimana  il governo nazionale attiverà nuove misure per proteggere il reddito dei venezuelani e far fronte a quella che lui stesso ha definito  “la guerra economica portata avanti dai settori imprenditoriali della Destra”.

“Il presidente ha annunciato che presto renderà noto un termine limite entro il quale tutte le imprese in questo paese, tutti i distributori nel paese, dovranno adeguare i loro prezzi il più vicino possibile alla realtà, alla giustizia”, queste le parole del numero due di Maduro, rese note durante una conferenza stampa trasmessa dalla televisione di stato VTV.

Arreaza, che ha già occupato diversi incarichi nel precedente gabinetto del defunto Chávez, ha descritto tale obiettivo economico come passo necessario al fine di ottenere “un equilibrio che rispetti prima di tutto il popolo venezuelano”.

E’ garantita la protezione del governo solo ai piccoli e medi commercianti, che risulteranno iscritti ad un “registro unico”, attraverso cui potranno accedere a dei “giusti finanziamenti”. Questi saranno inoltre protetti dalle truffe dei fornitori, accusati di essere i primi ad alzare i prezzi “desde el comienzo de la cadena” (dall’inizio della catena).

E’ piuttosto difficile credere che questo tipo di provvedimenti siano in grado di risolvere i ben più gravi problemi del Venezuela, che vanno dall’inflazione galoppante alla pura e semplice carenza di carta igienica.

Certe volte non basta il petrolio a garantire l’autosufficienza di un’economia nazionale, tra l’altro scarsamente competitiva in tutti gli altri settori. (Il caso dell’Iran, sotto la presidenza Ahmadinejad, è emblematico da questo punto di vista).

Prepariamoci perciò ad assistere ad ulteriori passi azzardati del presidente Maduro, che ha ufficialmente deciso di muovere guerra soprattutto agli imprenditori, da lui definiti “parassiti”. Meno di dieci giorni fa il Presidente ha ordinato l’occupazione dei negozi Daka, una catena di elettrodomestici venezuelana, accusata di aver speculato sui prezzi, aumentandoli abusivamente.

Ovviamente il popolo ha plaudito a questo gesto, precipitandosi in loco per ottenere prodotti a prezzi stracciati, salvo poi darsi al vero e proprio saccheggio.

Ma attenzione: l’erede di Chavez ha dichiarato che questo è solo l’inizio, “la punta dell’ice-berg”. Parole agghiaccianti e minatorie, soprattutto se si considera il fatto che provengono da un capo di stato.

Ecco alcuni momenti del saccheggio di un negozio della catena DAKA:

A cura di Silvia Di Pasquale.

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