Via i sampietrini per risparmiare. La parola passa alla Sovrintendenza

Si infiamma il dibattito sulle condizione delle vie della Capitale, in particolare dello stato in cui versano le strade pavimentate con i sampietrini. Sotto riportiamo un articolo di Vincenzo Bisbiglia su IL TEMPO.IT del 17 novembre.

Sarà la Sovrintendenza ai Beni Culturali di Roma Capitale a decidere dove si possono togliere i sampietrini dalle strade romane, dove non si devono toccare e dove invece si può realizzare una «pavimentazione moderna». L’assessore ai Lavori Pubblici, Paolo Masini, ha infatti inviato una mappatura di tutte le strade romane arredate con la storica pietra per conoscere il parere degli uffici di tutela. La volontà è quella di asfaltare «ovunque si possa fare, anche forzando un po’». Una questione di sicurezza, secondo l’assessore-scooterista, ma anche di risparmio. Tecnici del Dipartimento, infatti, hanno confrontato costi e tempi d’intervento sia di ripavimentazione che di risasfaltatura: nel primo caso, è necessaria una squadra di 3 operai formata da un scalpellino specializzato e 2 semplici, più una cariola, che lavorano dagli 80 ai 100 metri quadri al giorno; per gettare bitume, invece, servono 7 operai, di cui 5 specializzati, e un macchina asfaltatrice, ma il tutto al ritmo di circa 2500 mq al giorno. L’assessore sta poi pensando di proporre anche un «sampietrino moderno»: «Ho chiesto all’Università La Sapienza – spiega – di inviarmi dei progetti per un arredo più moderno, usato anche all’estero, che mantenga lo spirito della strada storica romana«. Fra le vie attenzionate c’è anche via Nazionale, dove l’ex assessore Fabrizio Ghera promette battaglia: «Lì il sampietrino è stato appena rifatto. Se verranno spesi soldi pubblici non necessari, denunceremo tutto alla Corte dei conti».

L’approccio dei romani al dibattito, è culturalmente controverso. Da un nostro sondaggio, gli scooteristi lo odiano e sono favorevoli a toglierlo, mentre una minoranza si sacrifica «in nome di una cosa bella per la città». Di certo sulle due ruote bisogna fare molta attenzione, come è risultato dal nostro giro in scooter. A piazza Venezia, ad esempio, incontriamo soprattutto buche e avvallamenti, che diminuiscono in via del Teatro Marcello, dove si scorre abbastanza bene; in via Petroselli la situazione migliore, dove il sampietrino è quasi una tavola, ma già svoltando a sinistra in via del Circo Massimo ricominciano i problemi. Bisogna reggersi forte in viale Aventino, mentre via dei Cerchi sembra abbastanza sotto controllo. Il sampietrino lo incontriamo di nuovo all’Esquilino: via Carlo Alberto è ai limiti della praticabilità, con buche-killer e sassi divelti. Anche piazza Vittorio Emanuele è un disastro e ci sono punti a metà fra asfalto e pavimentazione. In confronto, via Giolitti ci sembra un’autostrada, ma a via di Terme di Diocleziano ricominciamo a saltellare, per arrivare a piazza della Repubblica, dove si rischia l’osso del collo. A via Nazionale si scorre bene, ma il disastro è dietro l’angolo: a via Milano una buca e alcuni sampietrini divelti ci accolgono in galleria, dove poi si viaggia tranquilli, fino a via Due Macelli, da percorrere a passo d’uomo per non finire a terra.

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