Bitcoin, arrestato Charlie Shrem

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Il 24enne Charlie Shrem, vice-presidente della Fondazione Bitcoin rischia 30 anni di carcere.

Arrestato all’aeroporto di New York mentre faceva rientro da un convegno ad Amsterdam con l’accusa di riciclaggio di denaro. Il 24enne insieme Robert Faiella (anchesso arrestato) seconda l’accusa hanno presumibilmente venduto i Bitcoin per la compravendita di droghe illegali, documenti falsi e materiale pornografico sul sito Silk Road, chiuso lo scorso ottobre dalle autorità federali americane.

È la stessa fondazione Bitcoin (ad oggi la più importante autorità sulla crittomoneta) a darne notizia, prendendo subito le distanza da Shrem e annunciando inoltre le sue dimissioni direttamente sul blog:

Come fondazione, dobbiamo rimanere concentrati sulla nostra missione principale di standardizzare, proteggere e promuovere il protocollo Bitcoin. Charlie ha contribuito con grande sforzo personale e risorse a migliorare l’adozione di Bitcoin in tutto il mondo: una disputa legale prolungata avrebbe inevitabilmente tolto energie a questa missione fondamentale. Pertanto, al fine di concentrarsi sul suo processo in corso, è stato deciso di comune accordo che Charlie Shrem si dimetta dal Consiglio di Amministrazione, con effetto immediato. La commissione ha accettato le sue dimissioni.

Tre i reati contestati a  Shrem e Faiella: riciclaggio, assenza di licenza per la piattaforma di cambio e fallimento doloso rischiando cosi fino a 30 anni di carcere. Ovviamente è tutto da dimostrare ma per il momento la vicenda sta minando e non poco la credibilità della fondazione.

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