Amleto Civati: Esco o non esco, questo è il problema

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“Mi si nota di più se rimango nel Pd e me ne sto in disparte o se esco del tutto?” Ricorda Ecce Bombo il deputato del Partito Democratico Pippo Civati. Alle scorse primarie sembrava dovesse prendere il volo. C’era chi lo dava come membro sicuro della segreteria Renzi. Chi lo vedeva già a raccogliere voti tra lo zoccolo duro della sinistra per conto dell’ex sindaco di Firenze. Poi la rottura inaspettata. Renzi sfiducia Letta e si prende il governo. Pippo resta a guardare, mentre il rottamatore fiorentino forma la sua squadra “salva Italia” e gli dà l’ennesima pugnalata alle spalle: Maria Carmela Lanzetta, ex sindaco di Monasterace e famosa per le sue battaglie contro l”ndrangheta,  viene nominata Ministro per gli Affari Regionali. E dire che la Lanzetta si era dichiarata una civatiana di ferro, talmente fedele alla linea del Pippo democratico da votare contro la sfiducia di Letta presentata in direzione da Matteo Renzi. “Ammazza che coerenza”- verrebbe da pensare…

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Pippo giura di non saperne nulla e va dritto per la sua strada: “ In questo modo Renzi sta facendo di tutto per farsi votare contro”, tuonava qualche giorno fa sul suo blog. La spaccatura sembrava cosa fatta, una questione di ore, con lo stesso Civati a ribadire più volte che non votare la fiducia al governo Renzi significava uscire dal Partito Democratico. Ma poi le parole che non ti aspetti: “ La fiducia la devono votare tutti o si spacca il PD”. A pronunciarle, dall’alto, è Pier Luigi Bersani, consapevole che i voti al Senato dei civatiani sono fondamentali per far nascere il nuovo governo.

“ E adesso cosa faccio?”- pensa amletico Civati – “ Esco o non esco? La decisione va presa subito, tra poche ore si voterà la fiducia al Senato…” Pippo è confuso, non sa a che santo votarsi. Poi l’illuminazione: “Ma si, facciamo come Grillo e Casaleggio, chiediamolo alla rete!”. Tre, due, uno, via col sondaggio.  Il 50% degli utenti vota per la fiducia, il 38% chiede di votare contro. Civati è salvo, il PD pure. Renzi incassa la fiducia al Senato con 169 voti favorevoli e 139 contrari e ritornano le larghe intese. Tanto rumore per nulla, insomma. Pippo, e la rivoluzione a sinistra del Partito Democratico? Per quella c’è sempre tempo…

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