Braccialetti rossi. Un bel calcio al pietismo

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Domenica sera è andata in onda l’ultima puntata della serie “Braccialetti Rossi”, la rivelazione televisiva della stagione. Versione italiana della serie spagnola tratta dal romanzo autobiografico dello scrittore Albert Espinosa , malato di tumore per 10 anni. Che sulla sua esperienza ha costruito il tutto con l’insegnamento che ad ogni perdita può corrispondere una conquista.

Una serie che ha sorpreso molti. Chi si aspettava la solita pappardella ambientata in un reparto di ospedale si è dovuto ricredere, sempre a 474747-Braccialetti-Rossi-cast-6-giovani (Custom)condizione che lo abbia visto. 6 ragazzi protagonisti, un gruppo ognuno con il suo ruolo: i due amici rivali in amore malati di cancro, con due gambe in due, un bambino in coma da mesi, la ragazza anoressica che bacia tutti, il ragazzino stronzo che poi muore e il piccolo napoletano con lo sguardo spiritato. Va bene, così non sembra un capolavoro ma la bellezza di Braccialetti rossi sta nel non essere scontato, a non essere corretto, ad usare le parolacce che ragazzi dagli 11 ai 17 usano,  a far vedere genitori poco attenti e fumatori. L’adolescenza vissuta in ospedale amplifica i problemi che già quella età comporta: i primi amori, l’amicizia, il rapporto con i genitori e le scelte difficili che fanno crescere di più rispetto a chi ha la fortuna di stare bene. Questa serie prodotta da Carlo Degli Esposti, lo stesso del Commissario Montalbano tanto per far capire l’entità del progetto, fa commuovere e fa riflettere ma non lo fa con i luoghi comuni. Si piange sul serio perchè muoiono anche i protagonisti e senza preavviso. Una colonna sonora originale di Nicolò Agliardi, che va ad integrare bene la storia e ne sottolinea alcuni passaggi, con un singolo cantato da Francesco Facchinetti e altre brani già famosi di Tiziano Ferro, Vasco Rossi, ecc.

Si parla di una seconda serie nel 2015- Sarebbe il caso di non andare oltre, le cose belle sono belle anche perchè non si trascinano aggrappati al successo dei precedenti. Se saremo smentiti saremo i primi ad ammetterlo.

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