Beck is Beck con “Morning Phase”, un risveglio malinconico

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Non puoi fare finta di niente.

Quando Beck pubblica un nuovo lavoro non puoi non prestargli attenzione, non puoi pensare che non valga la pena ascoltarlo con interesse, credere che sia meglio dedicare il tuo tempo all’ennesima band dell’anno che NME ti sbatte in copertina.

Un silenzio molto rumoroso.

L’album precedente “Modern Guilt” risale al 2008, 6 anni di apparente silenzio.

In realtà Beck ha lavorato tanto in questo periodo. Lo abbiamo visto accompagnare alla produzione diversi artisti (Charlotte Gainsbourg, Thurston Moore, Stephen Malkmus), è stato protagonista del progetto Record Club in cui si è divertito insieme ad altri artisti a confrontarsi con nuovi arrangiamenti di album classici, ha scritto 20 spartiti per altrettante canzoni in Song Reader. Non si può di certo dire che il nostro eroe sia stato con le mani in mano. Se così fosse, non sarebbe più il nostro eroe, quel genio creativo che abbiamo conosciuto in più di 20 anni di carriera.

“Morning Phase”, un risveglio malinconico.

La malinconia è il sentimento che pervade questo lavoro, la sensazione di isolamento e di solitudine ne sono la causa. Bisogna fare attenzione però, questo non è un album triste. Beck è malinconico ma il suo sguardo al domani è in un’ottica positiva, gli addii sono arrivederci e l’essere soli è solo una condizione momentanea. Per stessa ammissione sua, questo album è strettamente connesso all’acclamato “Sea Change” del 2002 in cui era il dolore a dettare il mood e di cui questo nuovo lavoro ne rappresenta un ipotetico secondo atto.

“Morning Phase” e il folk delle sue 13 tracce ci raccontano di distacchi, di storie finite male, della voglia di sentire ancora il cuore battere forte.

“Morning” e il racconto di una mattina in cui si ha voglia di ricominciare tutto daccapo abbassando le proprie difese e lasciandosi trasportare dal fluire degli eventi, “Heart is a Drum” e la sua cassa dritta leggera leggera, “Say Goodbye” e il suo arrivederci privo di rabbia, “Blue Moon” e la voglia di cambiare per non restare soli, “Unforgiven” e l’attesa per chi non arriva: brani stellari che rappresentano i momenti più alti di “Morning Phase”. Il resto dell’album scorre piacevolmente e senza sussulti fino alla chiusura di “Waking Light” dove l’alba ti abbraccia e ti porta via dalla notte, il buio è passato ed è solo luce adesso.

“Morning Phase” è un buon disco, un’altra ottima prova dell’eclettismo di un grande artista che non smette mai di stupirci.

Voto: 7/10

Tracklist

1. “Cycle” 0:39
2. “Morning” 5:19
3. “Heart Is a Drum” 4:31
4. “Say Goodbye” 3:29
5. “Blue Moon” 4:02
6. “Unforgiven” 4:34
7. “Wave” 3:40
8. “Don’t Let It Go” 3:09
9. “Blackbird Chain” 4:26
10. “Phase” 1:07
11. “Turn Away” 3:05
12. “Country Down” 4:00
13. “Waking Light” 5:00

 

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