Island Intervals è l’ultimo lavoro di Death Vessel. Un disco nato da un viaggio.
Si, viaggiare.
Viaggiare e pigrizia non vanno d’accordo.
Viaggiare e bollette pure.
Viaggiare e lavoro nemmeno.
Ma a volte si può viaggiare senza doversi muovere dalla sedia, senza spendere un euro e in qualsiasi momento anche quando si lavora dentro un ufficio e l’unico panorama disponibile e il grigio del cemento che ti circonda. Quello che serve è un disco e la sua musica: la mente viaggia lontana verso posti già vissuti o verso altri mai visitati e che immaginiamo solamente.
La musica e il suo potere evocativo.
Joel Thibodeau, in arte Death Vessel, ha nel suo timbro vocale da soprano la sua grande peculiarità. Joel canta su ottave inusuali per un uomo, una voce così eterea che pochi altri artisti possono vantare. Nato in Germania e trasferitosi in America da adolescente, ha vissuto fra Boston, New York e Providence. Ispirato dai paesaggi selvaggi del Nord America, Joel pubblica nel 2005 il debutto di Death Vessel. “Stay Close” e il suo folk ricevono un ottimo riscontro dalla critica e dagli addetti ai lavori, un buon inizio.
Nel 2008 Joel firma per la Sub Pop, label indie-pendente americana di grande importanza che può vantare nel proprio catalogo artisti del calibro di Nirvana, Mudhoney, Washed Out, Mogwai e Notwist solo per citarne alcuni. “Nothing Is Precious Enough for Us”, secondo album di Joel e primo su Sub pop, continua il percorso tracciato dal precedente lavoro tra folk e country, fissando nelle praterie americane il proprio scenario di riferimento.
Per dare un seguito al secondo disco Joel viaggia e pure tanto, direzione Islanda. Qui vive tre mesi in uno dei posti più belli e suggestivi al mondo, dove la natura si esprime in tutta la sua bellezza e soprattutto forza. Ospite di Jónsi (Sigur Rós) e del suo compagno Alex Somers, Joel trasporta la sua musica dalla campagna americana al ghiaccio islandese e le atmosfere diventano così rarefatte e sognanti. Registrato a Reykjavik, “Island Intervals” brilla di una luce diversa da quella dei precedenti lavori. Il disco si apre con i cori e le percussioni metalliche di “Ejecta” che le conferiscono un incedere solenne e sinistro, sonorità familiari a band islandesi come Mum o appunto Sigur Rós. Tutt’altre emozioni ce le regala “Triangulated Heart”, canzone dolce che fa da ponte a “Mercury Dime”, traccia migliore del disco in cui gli echi folk dei precedenti lavori di Joel si fanno predominanti. I tamburi di “Island Vapors” sembrano catturare il battito di un cuore agitato e il ritornello è di quelli che difficilmente dimentichi, in pratica una canzone pop perfetta. Il disco si chiude con il beat di bjorkiana memoria di “Loom” che con le sue chitarre country e il suo pianoforte fa’ da perfetta sintesi di questo riuscito incontro fra praterie americane e geyser islandesi.
Un disco nato da un viaggio.
Un disco che ti accompagna nel tuo di viaggio, ovunque tu voglia andare.
Indossa le cuffie, premi play, chiudi gli occhi, allaccia le cinture.
Voto: 7,5/10
Tracklist
| 1. | “Ejecta” | 5:32 |
| 2. | “Velvet Antlers” | 3:44 |
| 3. | “Triangulated Heart” | 3:28 |
| 4. | “Mercury Dime” | 3:21 |
| 5. | “Ilsa Drown” | 4:35 |
| 6. | “Island Vapors” | 4:04 |
| 7. | “We Agreed” | 4:18 |
| 8. | “Loom” | 4:42 |

