Il 17 marzo del 1861 nasce ufficialmente il Regno d’Italia. All’Unità si giunse dopo decenni, guerre e moti popolari.
L’anniversario dell’Unità d’Italia viene fatto coincidere con il 17 marzo, ricordando la promulgazione della legge n. 4671 del Regno di Sardegna con la quale il 17 marzo 1861, in seguito alla seduta del 14 marzo dello stesso anno della Camera dei deputati nella quale fu approvato il progetto di legge del Senato del 26 febbraio 1861, Vittorio Emanuele II proclamò ufficialmente la nascita del Regno d’Italia, assumendone il titolo di re per sé e per i suoi successori.
La ricorrenza è stata solennemente festeggiata nel 1911 , nel 1961 e nel 2011. Già perchè in Italia riusciamo a dividerci su tutto, anche su quella che dovrebbe essere la festa nazionale per antonomasia, senza mancare di rispetto ad altre festività e al netto di quelle religiose. Praticamente si celebra ogni 50 anni, il doppio degli anni che servono per un giubileo. Per il 150esimo anniversario, si è discusso molto sull’opportunità di chiudere scuole ed uffici. Alla fine è prevalso il buon senso e quel giorno l’Italia si è fermata. Gli stakanovisti dell’ultima ora, hanno gridato alla follia, ad uno sperpero di soldi e uno schiaffo alla produttività. A fare la voce più grossa quelli che alla produttività e all’occupazione nel nostro paese hanno inflitto colpi micidiali.
Una Unità strana quindi quella italiana, in realtà nel 1861 mancava ancora Roma all’appello che arriverà qualche anno dopo, e altri territori. Per molti, tra ignoranza e ideologia, ancora si preferirebbe una penisola divisa in staterelli, per altri ancora è un problema pure pronunciare la parola nazione, si abusa del termine paese; va bene, basta che gli si pongano i giusti onori, come avviene in ogni nazione/paese normale del mondo.

