Vestirsi con gli scarti degli agrumi: la sfida di Orange Fiber parte dalla Sicilia

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Chiamatele folli. O geniali. Sicuramente determinate e con una voglia matta di portare a termine un progetto su cui lavorano da tempo. Sono Adriana Santanocito, designer, ed Enrica Arena, professionista della comunicazione, e il loro progetto si chiama Orange Fiber.

Adriana Santanocito ed Enrica Arena
Adriana Santanocito ed Enrica Arena

Adriana ed Enrica sono giovani e vengono dalla Sicilia, terra di arance buonissime e hanno inventato un modo per non sprecare le tonnellate di scarti degli agrumi destinati al macero: una linea di vestiti in grado di rilasciare sostanze benefiche per la pelle, come le vitamine A, C ed E. Un progetto di moda sociale che ha riscosso grande successo, fino a portare Orange Fiber a essere tra le migliori start up italiane. Per questo l’associazione patrocinata dalla presidenza del Consiglio dei Ministri, ItaliaCamp, ha dato a loro la possibilità di presentarsi agli investitori americani, nel tour negli Usa di fine febbraio scorso.

Enrica, quali sono state le tue impressioni nel viaggio negli Stati Uniti?

La missione UsaCamp è stata per me una grande occasione di confronto con altre realtà italiane e soprattutto con il sistema americano dei fondi d’investimento. Raccontare il progetto in un contesto completamente nuovo mi ha dato una visione d’insieme dei progressi che questo ha fatto da quando era poco più di un’idea folle spiegata in 20 slide: creare tessuti sostenibili e vitaminici dagli scarti di agrumi.

Di strada ne avete fatta nel tempo.

Sì, penso a Changemakers4EXPO e alla forma che ha dato al progetto, penso all’incontro con Salvo poco prima che si inaugurasse WCAP Catania e la propulsione che il team dell’acceleratore ha dato al progetto. Penso alla vincita contestuale di Alimenta2Talent e di ReFashion dell’associazione3040 e ai mille viaggi e telefonate tra Milano e Catania per trasformare il nostro sogno in una realtà industriale. Ogni progresso, ogni sfida, ogni premio, hanno contribuito a far si che io potessi presentare l’idea di Adriana che abbiamo sviluppato insieme, tra le 14 selezionate come esempio di innovazione per il roadshow ItaliaCamp che ha ricevuto ottimi feedback anche da potenziali investitori.

 Quali le difficoltà avete incontrato in questo percorso? 

Le maggiori difficoltà sono state relative al reperimento dei fondi per sostenere le spese legate all’accesso a laboratori e al coinvolgimento di figure professionali specializzate in R&S. Al contempo, abbiamo avuto la fortuna di conoscere e collaborare con professionisti che hanno messo a nostra disposizione il loro bagaglio di competenze e contatti a titolo gratuito perché convinti della bontà del progetto, permettendoci di andare avanti e strutturare ulteriormente il progetto.

Riuso e riciclo le linee guida di Orange Fiber. Secondo te a cosa può portare lo sviluppo di tecnologie legate all’ecosostenibilità?

Il valore che ci ispira è la sostenibilità come mezzo per soddisfare un bisogno concreto, nel nostro caso la domanda di tessuto a livello mondiale. Crediamo che con un approccio che guarda al riuso e alla valorizzazione degli scarti come a un’opportunità reale di crescita e soddisfazione economica possa incentivare lo sviluppo di tecnologie realmente adottabili dal mercato.

Quali consigli ti senti di dare a ricercatori e studiosi che hanno, nonostante buone idee, non riescono a mettere in pratica il loro progetto?

orangefiberNon credo esista una formula magica. Quello che per noi ha funzionato è stato tanto essere innamorate dell’idea quanto decidere di volerla realizzare e non avere paura di farlo, “bussando a qualunque porta”, come direbbe Adriana. E’ stato fondamentale ascoltare i consigli di chi fa impresa da anni o conosce il mercato, cercando di capire come trasformare una semplice idea in un’opportunità di impresa senza lasciarsi demoralizzare ma trovando soluzioni nuove alle nuove difficoltà.

Perché avete deciso di rimanere in Italia a sviluppare il vostro progetto?

Orange Fiber nasce dalla voglia di dare valore alla nostra terra, la Sicilia, e ad una tipicità, gli agrumi, attraverso la moda e il Made in Italy, un’eccellenza italiana che continua ad essere di riferimento per il resto del mondo.

Avete altri progetti in cantiere?

Il nostro primo obiettivo al momento è arrivare al prototipo definitivo di tessuto per maggio e partire subito dopo con i pre-ordini e le prime produzioni industriali. Per questo ci stiamo concentrando sulla creazione di partnership industriali e al fundraising, sia attraverso investitori privati che attraverso finestre di finanziamento per start up.

A cura di Lucio Perrotta.

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