Assassinio di Abraham Lincoln

Il 14 aprile del 1865 viene assassinato Abraham Lincoln, 16º Presidente degli Stati Uniti d’America e il primo ad appartenere al Partito Repubblicano.

Abraham Lincoln era un avvocato dell’Illinois e nel 1833 fu eletto deputato al parlamento nazionale. Era un antischiavista convinto, anche se non condivideva totalmente le teorie degli abolizionisti. Nel 1860 vinse le elezioni presidenziali diventando il primo presidente repubblicano .

Lincoln viene ricordato soprattutto come protagonista della guerra civile o guerra di secessione scoppiata a seguito della decisione da 11 stati del sud schiavisti di staccarsi dall’Unione e formare una loro Confederazione. Nel 1862 il presidente emanò il proclama di emancipazione che liberava gli schiavi e autorizzava la creazione di unità militari di colore e nel 1864 propose l’introduzione di un emendamento contro la schiavitù nella Costituzione. Tale emendamento venne accettato dopo la sua rielezione, nel 1865. All’inizio del suo secondo mandato Lincoln annunciò pubblicamente il suo sostegno al suffragio limitato per i neri in Lousiana.

La sera del 14 aprile  1865  a teatro a Washington un attore fanatico sudista, John Wilkes Booth, preoccupato dell’eventualità che i neri potessero ottenere il diritto di voto, ferì mortalmente Lincoln, a Washington. Fu dichiarato morto la mattina seguente.

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