NBA gli Spurs di Belinelli battono 4-1 Miami.

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La finale Nba si conclude con l’esito che molti appassionati italiani sognavano, gli Spurs sono campioni con un secco 4-1 a Miami.  San Antonio chiude la serie con gli Heat vincendo 104-87 e conquista così il quinto titolo della sua storia.

La festa però non è solo in Texas è anche a San Giovanni in Persiceto in prov. di Bologna, paese natale di Marco Belinelli che diventa il primo azzurro campione della lega basket più famosa al mondo

In principio fu Vincenzo Esposito a sbarcare tra le stelle NBA, era il 1995 e la prima franchigia ad accogliere un giocatore italiano fu Toronto, adesso sono passati quasi 15 anni e Marco Belinelli è il primo italiano che corona il sogno di molti, quello di vincere il titolo NBA.

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I San Antonio Spurs, hanno dominato su tutti i fronti e sono capaci di vincere tre partite consecutive contro i bicampioni in carica di Miami il quinto anello (il primo risale al 1999), arriva grazie ad un gruppo coese e spettacolare guidato da Tim Duncan. Questa vittoria anche anche il sapore dolce  della tanto attesa rivincita in una serie mai in dubbio e messa al sicuro dopo le due sonore vittorie esterne, Ginobili, Leonard, Duncan, Parker e anche Mills e Belinelli sono stati capaci di imporre il loro fantastico gioco di squadra e niente a potuto neanche LeBron lasciato solo a tirare la carretta da tutti i compagni, anche in gara-5. Un dominio assoluto che nonostante  un avvio in sordina  con la pressione di chiudere la serie, li ha visti risalire subito la china trascinati dall’mvp Kawhi Leonard, da un sempre decisivo Manu Ginobili e da un Patty Mills che ha dato il colpo di grazia finale a Miami nella ripresa.

La cronaca di questa ultima partita inizia quintetto iniziale di Miami che schiera  Ray Allen in quintetto per Mario Chalmers, scelta che prevede la mancanza del play di ruolo. La tensione sembra avere la meglio dei texani in avvio: 0/5 dal campo e subito 8-0 Heat. Che diventa 19-5 con LeBron a quota 12 e 4 rimbalzi dopo 6’, con massimo vantaggio sul 22-6 esterno. Ci vuole un 6-0 di Manu per riscaldare il gelido (per davvero…) AT&T Center. Che diventa 12-0 con triple di Leonard e Mills (18-22). Il Prescelto chiude il 1° quarto con 17 punti e 6 rimbalzi ma gli Spurs sono lì, a -7 (22-29), un lusso dopo l’inizio da paralisi. Anche perché non c’è un altro giocatore di Miami oltre i 4 punti. Solita storia. Gli Spurs si sbloccano e anche se tirano male (29%). Ma senza i punti di LeBron, San Antonio lentamente rientra. Con due punti di Belinelli, entrato a 7’ dall’intervallo e 2 di Duncan, arriva a -3 (32-35). Leonard, già a 12 punti e 5 rimbalzi, si guadagna altri voti per l’mvp: tripla del sorpasso sul 37-35 e una difesa spaventosa su James. Il parziale interno, con Mills (Parker a 0/6) in regia, diventa di 33-13. La furia texana adesso travolge tutto. Manu piazza una clamorosa schiacciata a difesa schierata e siamo 45-37 a -2’. Ormai pare solo questione di tempo con gli Heat definitivamente in ginocchio. Al riposo è 47-40. James ne ha 20, il resto degli Heat altrettanti… Avvio di ripresa con Miami che non trova punti nei primi 4’. Gli Spurs volano a +14 (56-42) e la gente capisce che il Larry O’Brien Trophy sta per essere lucidato dagli addetti della Nba in guanti bianchi. Dopo 7’ Miami ha 4 punti e le triple di Mills (2)e Manu sono il colpo del k.o. (65-44). Anche sul -14 (77-63) Miami (con Chalmers e Beasley) non dà mai l’impressione di poter rientrare in partita Il resto è solo una lunga festa, coronata da anche dall’orgoglio tutto italiano di Marco Belinelli che chiude in lacrime una stagione da sogno (dopo la vittoria della gara nel tiro da 3 punti a all star game) che a tenuto tanti italiani svegli, pronti a gridare “i love this game”

 

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