CSR: la responsabilità sociale inizia in azienda 

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I privati italiani si aprono alla responsabilità sociale d’impresa, elemento chiave a supporto del pubblico e del terzo settore per favorire la coesione sociale.

Il periodo prolungato di crisi economica che viviamo negli ultimi anni ha favorito sempre di più l’inserimento del tema della CSR (Corporate Social Responsability – Responsabilità Sociale d’Impresa) nelle agende delle nostre imprese italiane.

Secondo una ricerca svolta da CSR Manager Network e da ASSONIME il 90% delle aziende italiane quotate in borsa ha integrato i temi socio-ambientali nel Codice Etico e il  51% dei C.d.A. (consigli di amministrazione)  esamina e approva politiche aziendali in tema di CSR. Il 96% delle aziende che pubblicano un bilancio di sostenibilità, che resta a tutt’oggi una scelta volontaria adottata da oltre 3 imprese su 4 nel FTSE MIB , ne prevedono l’analisi e l’approvazione da parte del C.d.A. Il bilancio di sostenibilità si dimostra quindi come lo strumento che più di ogni altro compare regolarmente nell’ordine del giorno delle aziende quotate Italiane.

Con CSR si identificano tutte quelle azioni con le quali un‘azienda privata si prende la responsabilità dell’ impatto sul territorio o nella società in cui opera, ovvero la presa in carico di implicazioni di natura etica all’interno della visione strategica d’impresa. Si tratta della manifestazione della volontà di grandi piccole e medie imprese di gestire efficacemente le problematiche d’impatto sociale ed etico al loro interno e/o nelle zone di attività. Le attività di responsabilità sociale possono essere rivolte sia internamente per i dipendenti della propria struttura, che esternamente per progetti a ricaduta sociale sul territorio in cui è inserita l’azienda o progetti che hanno una connessione con il campo di lavoro o i valori aziendali.

Uno dei tipici interventi verso l’interno è la pubblicazione del bilancio sociale, del codice etico, all’inserimento di temi socio-ambientali nei codici etici; ma anche fornire servizi aggiuntivi ai dipendenti come mense con cibo biologico, servizi per la gestione familiare come asili interni, ecc.

Mentre progetti rivolti verso l’esterno possono prevedere la riduzione delle emissioni nocive nell’ambiente, la riqualificazione del territorio in cui l’azienda si trova, supporto a categorie svantaggiate o a progetti di cooperazione internazionale che sono collegati in qualche modo con i valori aziendali.

Molti sono gli esempi di progetti di RSI (responsabilità sociale d’impresa) all’interno del mondo delle multinazionali, uno tra gli ultimi e più interessanti progetti di CSR interno lo ha sviluppato la multinazionale “Starbucks” che ha attivato una convenzione con l’Università dell’Arizona per regalare a tutti coloro che sono interessati tra i suoi 135mila dipendenti negli Usa l’opportunità frequentare uno dei corsi on line. (vedi)

Gli elementi di rilievo dell’iniziativa sono almeno tre:

  1. l’offerta è senza restrizioni, può chiedere il sostegno agli studi anche un neo-assunto;
  2. non si richiedono impegni sul futuro, quindi una volta laureato il dipendente è libero di lasciare l’azienda, non si impegna a rimanere per un certo numero di anni;
  3. completa libertà di scelta sul tipo di corso da frequentare. Altre aziende concorrono ai costi universitari dei dipendenti, ma mai in misura completa, e di solito pongono altre limitazioni. E di fronte alla reazione stupita di molti l’azienda risponde così: “Anche se al raggiungimento della laurea i nostri dipendenti decidessero di andarsene – commenta Howard Schultz, presidente e ad della società – penso che i vantaggi sarebbero comunque decisivi. Maggior disponibilità sul luogo di lavoro, maggior soddisfazione, aumento della produttività. Alla fine i migliori probabilmente decideranno di restare”.

I risultati della ricerca condotta sulle aziende italiane, come ci racconta Fulvio Rossi Presidente del CSR Manager Network,  indica come, anche se è vero che l’Italia è ancora indietro a paesi quali l’Inghilterra che ha fatto della responsabilità sociale una propria caratteristica storica  «confermano come lo sviluppo della CSR nelle aziende quotate italiane abbia raggiunto livelli impensabili anche solo 10 anni fa  ma segnalano anche che per i C.d.A. occuparsi di CSR non è ancora la normalità. Segno che il legame tra CSR e competitività non è ancora del tutto compreso».

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