Argentina – Olanda: esaltante come una cartella Equitalia

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Argentina – Olanda è stata una semifinale brutta decisa dalla lotteria dei calci di rigore.

Vince l’Argentina di Romero, si proprio lui il secondo portiere della Sampdoria che ne para 2 e regala ai sudamericani la possibilità di prendersi la rivincita sulla Germania dopo la sconfitta a Italia 90.

Un primo tempo che gli amanti e gli esteti del calcio cercheranno di rimuovere il prima possibile. Sul ring due pugili che si studiano e non vogliono esporsi e lasciare il fianco all’ avversario. Risultato, noia assoluta. La ripresa è sulla stessa falsariga, le difese sempre attente hanno il sopravvento sugli attacchi e le stelle Messi e Robben arrancano. Sussulto al 75esimo su tiro di Higuain ma è esterno della rete e al 90esimo con Robben che va vicinissimo al gol. Tempi supplementari soporiferi ravvivati solo da un paio di guizzi negli ultimi minuti, ma niente di serio. Messi per una sera si traveste da Fred ed è spettatore non pagante, le punte di diamante olandesi sbattono sul muro eretto da Demichelis ( il giocatore mediocre del City), Garay e Mascherano, vero leader e trascinatore dell’Argentina. Sabella non è un gran allenatore e non fa giocare bene la squadra ma arriva ugualmente in finale mettendo in evidenza una buona solidità difensiva. Da Van Gaal che stavolta non utilizza la carta Krul per i rigori ci si aspettava molto di più. Ma evidentemente era già tutto scritto. La scuola europea guidata da Papa Ratzinger sfiderà domenica la scuola sudamericana guidata da Papa Francesco. Amen.

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