Il 28 luglio 1794 fu ghigliottinato a Parigi Maximilien de Robespierre
Robespierre nacque nel 1758 nel Nord della Francia. Appartenente a una famiglia della nobilità di toga, negli studi si distinse per le sue capacità oratorie e nel 1780 conseguì il baccellierato in diritto con il massimo dei voti. Quando nel 1788 si aprì la campagna per l’elezione dei rappresentanti per gli Stati Generali, Robespierre criticò il sistema elettorale in vigore che non garantiva ai cittadini un’equa rappresentanza ed era dominato dalla nobiltà. Nel 1789 fu eletto fra i rappresentanti del Terzo Stato e nei “Cahiers de doleances” scrisse a favore delle corporazioni più povere. Nello stesso anno fu eletto deputato e facendo parte dell’Assemblea Costituente partecipò al Giuramento della Pallacorda, con il quale il Terzo Stato trasformò gli Stati Generali in Assemblea Nazionale. Componente del club dei Giacobini potè assistere alla presa della Bastiglia il 14 luglio riconoscendola come atto necessario del processo rivoluzionario. Si battè affinchè nella nuova Costituzione non fosse presente alcun privilegio, votò la costituzione civile del clero, l’abolizione delle tortura e dei “reati immaginari” di eresia e omosessualità. Con l’abolizione della monarchia nel 1792 e la nascita della Repubblica, il potere fu rappresentato dalla Convenzione Nazionale e dal Comitato di salute pubblica, di cui Robespierre faceva parte. Contrario alla pena capitale, ma convinto della necessità di adottarla nel periodo rivoluzionario, chiese la condanna a morte di Luigi XVI, attuata nel 1793. Mentre i contro-rivoluzionari combattevano contro i repubblicani, decise di sostenere la politica del “Terrore”, attraverso la quale si scelse di eliminare fisicamente tutti i nemici della Rivoluzione francese e di imprigionare tutti i sospetti. Visto l’acuirsi dei problemi, sostenne una legge ancora più radicale nei confronti di coloro che si opponevano alla rivoluzione che arrivò ad eliminare la possibilità per gli accusati di fare ricorso in appello. All’interno del Comitato di salute pubblica si diffuse la voce delle mire di Robespierre al potere dittatoriale e i suoi nemici della Convenzione lo accusarono di volere restaurare la monarchia. Robespierre si difese dichiarando che era in atto un complotto contro la Repubblica ma venne ugualmente arrestato. Nel tentativo di fuga fu ferito alla mascella e poco dopo fu ghigliottinato insieme ai suoi sostenitori. Con la morte di Robespierre ebbe inizio il governo dei Termidoriani che attraverso il “Terrore bianco” eliminò i giacobini.

