La battaglia delle Termopili

L’11 agosto del 480 a.C. i Persiani guidati da Serse sconfiggono i 300 Spartani di Re Leonida nella Battaglia delle Termopili

Era l’11 agosto del 480 a.C. quando si concluse la battaglia delle Termopili. L’avvenimento reso famoso dal film “300”, si svolse nell’ambito della Seconda Guerra Persiana, che vide contrapposte le poleis greche all’Impero Persiano. Lo scontro fu decisivo per le sorti della guerra, nonostante la sconfitta dei greci. La Prima Guerra Persiana, scoppiata poiché l’Impero Persiano ostacolava gli interessi commerciali delle colonie greche, si era conclusa con la vittoria ellenica, nella battaglia di Maratona (settembre 490 a.C.). Morto Dario, fu il figlio Serse a proseguire la guerra. L’Imperatore persiano inviò i suoi ambasciatori a chiedere la sottomissione alle città greche, le quali rifiutarono. Le poleis si riunirono, invece, in una lega sotto la guida di Sparta. La linea strategica che prevalse fu quella del generale ateniese Temistocle che prevedeva di impegnare le truppe persiane via mare e via terra, difendendo il passo delle Termopili. Accesso obbligato alla Grecia centro-meridionale, il passo era costituito da uno stretto passaggio posto tra il mare e aspri rilievi. La battaglia delle Termopili durò dal 9 all’11 agosto e si svolse contemporaneamente alla battaglia navale di Capo Artemisio. Nello scontro terrestre si contrapposero l’esercito greco, formato da circa seimila soldati, e l’esercito di Serse, che raggiungeva i trecentomila uomini.

Il contingente greco era guidato dal re spartano Leonida che fu informato della presenza del sentiero montuoso che avrebbe consentito di aggirare i nemici. Leonida dispose che la strada d’accesso fosse ulteriormente stretta da una muraglia che avrebbe consentito il passaggio di un solo carro per volta e poteva quindi essere difesa da un ridotto numero di opliti. I persiani proposero a Leonida la satrapia della Grecia se si fosse arreso, ma egli prontamente rifiutò. Il primo giorno della battaglia, i greci respinsero gli assalti nemici. Il secondo giorno Serse impegnò le sue migliori truppe, i diecimila Immortali comandati da Idarne. Questi costituivano un corpo di fanteria pesante che non riuscì però a dare una svolta definitiva al conflitto. L’11 agosto la situazione si sbloccò a causa del tradimento di Efialte, un pastore greco che guidò i persiani lungo il passo dell’Anopaia. Ai soldati greci circondati fu offerta nuovamente la possibilità di arrendersi. Vista la gravità della situazione Leonida congedò le truppe greche, trattenendo con sé solo trecento spartiati che combatterono fino all’ultimo uomo. Leonida fu decapitato e la sua testa esposta su una picca. Questa sconfitta fece guadagnare però del tempo prezioso alla Lega greca che riuscì, nel successivo mese di settembre, a battere la flotta persiana nella battaglia navale di Salamina, ed un anno dopo, il 20 agosto del 479 a.C., a sconfiggere definitivamente l’esercito di Serse a Platea. Secondo i calcoli moderni, i Greci caduti alle Termopili, furono circa quattromila, mentre le perdite persiane ammonterebbero a non meno di ventimila uomini.

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