Chef Rubio: fradici e strafradici

Venti fortunati hanno realizzato un sogno: cucinare insieme a una star dei fornelli televisivi, Chef Rubio

Parlavamo di Chef Rubio da un pò, prima o poi lo dobbiamo incontrare ci dicevamo, ma tra mille cose alla fine uno rimanda, come avviene spesso per le cose più interessanti nella vita. L’occasione però spunta. Una della banda partecipa a un contest su Facebook per cucinare con Rubio a Villa Ada. I 20 che prendono più mi piace su una loro foto a tema culinario verranno selezionati. La tizia della banda non sbaglia foto, ne utilizza una mentre cucina con il pancione scoperto, il resto è pure formalità  per la banda, che sarà mai accumulare like. L’appuntamento è per domenica 27 luglio alle 19. Appena arrivo in riva al laghetto del parco noto subito la fila di un centinaio di persone davanti all’ingresso dell’area. I concorrenti sono già tutti dentro, compresa la nostra concorrente. Cielo grigio come ogni domenica di luglio romano, inizia una pioggerellina leggera, quella che ti inzuppi piano senza accorgertene. Per una volta nella vita k-way e cappello sono nello zaino. Li indosso con l’aria di chi ha sempre la situazione sotto controllo, inizio a preparare la macchina fotografica sfruttando gli ombrelli di chi mi circonda. 19.30 si aprono i cancelli e pure il cielo. Pioggia equatoriale. Sembra di stare a uno di quei festival musicali nella campagna inglese. Inutile incazzarsi, sotto il palco dei concerti concorrenti e Chef Rubio sono già posizionati e bagnati, non ci sono ombrelli che tengano. Gli spettatori si posizionano tipo testuggine, non è facile farsi largo e arrivare e portata di foto. Chef Rubio è il primo a prenderla ridere, i fornelli non possono essere accesi, si pensa al rinvio al 30 luglio se non smette. Concorrenti bagnati, star di unti e bisunti pure, stoicamente rinuncia ad ogni mezzo di copertura. Ma Giove Pluvio, forse commosso da un nostro tweet, si placa all’improvviso. Si può iniziare: i concorrenti sono divisi in due gruppi, la missione sarà realizzare polpette indiane utilizzando curcuma, cannella, curry, aglio e cipolla.

La sfida inizia, Gabriele Rubini, aka Chef Rubio, assicura tutti: non si replica il 30. Rubio è a suo agio, senza telecamere, solo tanti telefono e macchine fotografiche, tra cui la nostra salvata dall’acqua, che immortalano lui e i concorrenti parenti e amici. C’è un’atmosfera rilassata, il disagio della pioggia ha fatto gruppo. Nessuno sgomita per guadagnare la prima fila, al massimo chi sta nelle retrovie si erge in piedi sulle sedie. In un ora è mezzo c’è spazio per aneddoti, consigli di cucina, domande del pubblico.

Arriva la rivelazione più grande: non è in preparazione la terza edizione di Unti e Bisunti, ma in maniera ufficiosa si capisce che sta lavorando a un nuovo format. Quindi niente paura. Assicura che non lo vedremo mai chiuso tra le quattro mura di un suo ristorante, preferisce viaggiare, continuare a scoprire e semmai realizzare cene a domicilio. Gabriele è un ragazzo normale, di Frascati, non Roma, ci tiene a specificarlo, si vede che sa stare davanti al pubblico ma in alcuni momenti le reazioni sono quelle di chi non sta davanti le telecamere, quindi si concede ai fan ma senza atteggiamenti da star, neppure quando viene assalito per i selfie di rito a fine, lui scappa:”se lo faccio con te lo devò fa con tutti”. Salomonico

 

 

Tag

  • chef rubio
  • roma
  • unti e bisunti
  • Villa Ada

Potrebbe interessarti: