La principessa Sissi viene assassinata

Il 10 settembre 1898 morì a Ginevra l’Imperatrice d’Austria Elisabetta, meglio nota come Sissi

Figlia dei duchi di Baviera, Sissi nacque nel 1837 e visse un’infanzia felice soprattutto nella tenuta di campagna, essendo un’amante della natura. Nel 1853, la madre tentò, d’accordo con l’arciduchessa d’Austria sua sorella, di far sposare la primogenita Elena con il nipote nonché Imperatore Francesco Giuseppe. In realtà Franz si innamorò della sorella minore di Elena, la quattordicenne Sissi, e nonostante la riluttanza della madre riuscì a fidanzarsi con lei. Nel periodo che precedette il matrimonio, Sissi fu istruita con la rigida etichetta imperiale che lei, ostile ai formalismi e abituata a una vita semplice, accettò con difficoltà. Lontana dalla sua famiglia e non più libera di agire secondo le sue abitudini, Sissi cadde in uno stato di depressione acuita dalla rigidità della suocera che decise anche di curare personalmente l’educazione delle prime due figlie di Sissi e Franz. Negli anni Sissi riuscì a imporre la sua autorità di madre, portando con sé le figlie nei viaggi che l’Imperatore compì per cercare di appianare i rapporti con gli italiani del Lombardo-Veneto e con i magiari. Proprio durante il viaggio in Ungheria, la primogenita si ammalò e morì. Sissi sentendosi in colpa, acconsentì ai dettami della suocera. Nel 1858 Sissi diede alla luce Rodolfo, principe ereditario dell’Impero d’Austria, ma la gioia fu oscurata dalla ricaduta nella depressione a causa della partenza di Franz per guidare l’esercito imperiale durante la guerra di indipendenza italiana che si concluse con la rinuncia della Lombardia da parte dell’Impero. Seguirono anni difficili per l’Imperatrice che cercava di allontanarsi dalla corte il più possibile, con la scusa di curare i suoi problemi polmonari. Quando tornava a corte, ossessionata dal desiderio di essere sempre più magra, si sottoponeva a lunghe cavalcate e interminabili ore di ginnastica. Ad aggravare irrimediabilmente la sua depressione contribuì il suicidio del figlio, in seguito al quale Sissi avrebbe portato il lutto per il resto della sua vita. Nel 1898, trovandosi a Ginevra, mentre si recava correndo per prendere il battello per Montreaux, fu colpita al petto con una lima dall’anarchico italiano Luigi Lucheni. Solo dopo essere salita a bordo Sissi svenne e fu subito portata nel suo albergo dove morì poco dopo per un’emorragia interna.

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