Sistina Story: Baudo e Montesano raccontano 50 anni di teatro

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Per una notte il Teatro Sistina torna il “grande tempio” della Commedia musicale, resa immortale e celebre in tutto il mondo dall’opera instancabile di Pietro Garinei e Sandro Giovannini

“Sistina Story”, in scena fino al 19 ottobre, è un viaggio nostalgico e commovente attraverso i cinquant’anni di storia di uno dei più importanti teatri italiani che si legano, inevitabilmente e indissolubilmente, a quella del nostro Paese. Da qui la strana coppia di narratori scelta dal regista e produttore Massimo Romeo Piparo, Enrico Montesano e Pippo Baudo, affiancati nel loro racconto da 18 ballerini e da un’orchestra di 20 elementi. Grazie ai ricordi di chi ha contribuito al suo successo, come Enrico Montesano che per il Sistina vestì anche i panni di Rugantino, e grazie alle doti di grande affabulatore e presentatore che appartengono al Pippo “nazionale”, lo spettacolo è un riuscito caleidoscopio dentro cui si affollano, a volte sovrapponendosi, a volte saltando da un prisma all’altro, immagini, suoni e musiche di 50 anni di successi che evitano volutamente l’autocelebrazione di questi ultimi anni.

Come spiega Massimo Romeo Piparo, “l’uno ci porta per mano a ricordare ciò che accadeva fuori del Sistina, nella vicinissima Via Veneto come nella lontana America; l’altro ci aiuta ad entrare nei meandri di ciò che invece accadeva dentro il Sistina, addirittura nei corridoi e nei camerini, con aneddoti, racconti, ricordi, testimonianze. E come in ogni varietà che si rispetti, ogni spunto è buono per fare satira, comicità, cronaca. Un intreccio di tempo, di storia, di vita ma anche di tanta, tanta fantasia e poesia”. Il tutto in un’atmosfera calda e accogliente. Familiare, meglio, come è giusto che sia quando ci si siede tutti in cerchio a ricordare e commemorare i grandi nomi del passato.

teatro-sistina-bkg1L’inizio dello spettacolo è dei più suggestivi con orchestra e corpo di ballo che eseguono uno dei testi più popolari e amati degli “inscindibili” Garinei-Giovannini, così come li definisce il presentatore siciliano: “Aggiungi un posto a tavola”, scritta tra il 1973 e il 1974 con le musiche di Armando Trovajoli. Il maestro, tra l’altro, collaborerà spesso Garinei e Giovannini formando un prolifico sodalizio che darà vita, negli anni, a tante commedie di successo come “Ciao Rudy” o “Rugantino”, oggi una delle poche a scatenare gli applausi del pubblico in Italia e anche oltreoceano, in quella Broadway patria del Musical.

Il corpo di ballo, in cui la parte maschile si è dimostrata meglio assortita e “armonica” rispetto alla femminile, per tutta la durata della rappresentazione non ha cambiato vestiti, come vorrebbe invece la tradizione. Scelta dettata dalla volontà di rappresentare un unicum spazio-temporale, un filo invisibile fatto di tessuti e colori sempre uguali che unisce i diversi spettacoli messi in scena nel corso degli anni al Sistina. E non solo: sono stati indossati accessori, come ad esempio maschere e cappelli nel caso di “Rugantino”, per sottolineare il cambio di registro e di spettacolo ricordato nei balletti e nelle canzoni.

locandina SISSTORY140x200La scenografia è semplice, nulla di pomposo o eccessivamente appariscente, cosa che avrebbe potuto stonare con la trama del racconto. Alle spalle dei conduttori l’orchestra, disposta ai lati, e in alto i disegni di alcuni televisori di diversa dimensione e forma, a sottolineare il tempo che passa. Sui loro schermi, ad accompagnare i ricordi e le canzoni che hanno reso grande il musical italiano, erano proiettate le locandine delle rappresentazioni, filmati e fotografie di allora, giochi di luce e colore.

Poi arriva il momento di Pippo Baudo che ricorda come, fin da piccolo, muovendo i primi passi nei teatri catanesi, il suo più grande sogno fosse quello di calcare un giorno il palcoscenico del Sistina. Un sogno condiviso da tantissimi che vedevano nel teatro romano un punto di arrivo cruciale (e di ripartenza) per la propria carriera professionale. E non è un caso se tra le mura del palazzo si siano esibiti alcuni dei più grandi artisti della storia italiana e internazionale.

A ricordarli tutti ci vogliono davvero più di due ore di spettacolo, ma basta anche un accenno, un nome sussurrato alla platea, che il pubblico applaude, si emoziona e si commuove al ricordo di quando, un po’ più giovani, erano loro a correre e prender posto per assistere a un qualcosa di intramontabile e, per certi versi, leggendario. Un elenco sterminato: Wanda Osiris, Macario e Totò, Delia Scala, Walter Chiari, Paolo Panelli, Carlo Dapporto, Bice Valori, Aldo Fabrizi, Nino Manfredi, Alida Chelli, Gino Bramieri, Johnny Dorelli, il fratello di Pietro Enzo Garinei, perfino Marcello Mastroianni, Gigi Proietti, fino ad Enrico Montesano che di successo al Sistina ne ha avuto per due decenni. Senza contare i “Lunedì al Sistina” (tuttora riproposti con alterne fortune) che hanno chiamato cantanti e musicisti del calibro di Ray Charles, Frank Sinatra, Louis Armstrong, Edith Piaf, Lisa Minnelli.

Perciò lo show può risultare un po’ più ostico per le nuove generazioni – e ieri sera in platea erano presenti moltissimi ragazzi – ma il perfetto connubio fra satira, racconto, musica, canto e ballo è riuscito a coinvolgere e appassionare anche loro. Perché da grande comico qual è, Enrico Montesano ha dato vita a sketch memorabili e incalzanti, parlando di Roma, romanità, politica (ma sempre in modo garbato e leggero) e della nostra amata e bistrattata Italia.

Emozioni, risate a crepapelle, lacrime e familiarità. Questo è “Sistina Story” e tutto il resto è noia, come canterebbe Califano che al Sistina, a marzo del 2013, si esibì per l’ultima volta.

(Credits: foto copertina Porcarelli)

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