Il senatore NCDÂ rilascia un’intervista in cui in cui usa parole molto forti sulla morte di Stefano Cucchi
Carlo Giovanardi, senatore del Nuovo Centro Destro, non nuovo a dichiarazioni forti sul tema droga. L’argomento di questi giorni è la sentenza in secondo grado del processo sulla morte del geometra romano Stefano Cucchi e il senatore Giovanardi non si è fatto sfuggire l’occasione per dire la sua in una videointervista per il sito Secoloditalia.it.
“Stefano Cucchi era stato già ricoverato per 17 volte a causa di percosse, lesioni, ferite determinate nell’ambiente in cui viveva. Mi domando: è possibile che la diciottesima volta sia stato picchiato da tre agenti di custodia? In tribunale quegli agenti sono stati assolti per due volte. Ogni altra ricostruzione del caso è di natura ideologica”. Era un tossicodipendente, aveva fatto uso di eroina, cocaina e varie altre droghe. Era uno spacciatore. Quando è stato ricoverato era chiaro che fosse una persona fragile e incapace di gestirsi. I medici avrebbero dovuto obbligarlo a mangiare e bere. Tutti i periti del processo hanno affermato questo: lo hanno lasciato morire di fame e di sete. La famiglia chiede giustizia? Bene, ma questo non significa che la sorella e l’avvocato possano fare il pubblico ministero e il presidente della Corte. Questo vuol dire prevaricare il giudizio di assoluzione espresso da una giuria popolare di cittadini. Possibile che questi cittadini, estratti a sorte, fossero tutti imbroglioni e in malafede? Ma andiamo, su”.
