Bud Spencer & Terence Hill: come conquistammo l’America

3
5997
bud spencer & terence hill

La coppia fu una geniale risposta alle mode del cinema anni ‘70

Alla prima di “Lo chiamavano Trinità…”, nel dicembre 1970, il regista Enzo Barboni è incredulo. Non si spiega le fragorose risate del pubblico. Pensava di aver realizzato un western ironico sì, nello stile dell’epoca, ma comunque serio. E invece no. All’alba di un decennio che sarà cruciale per il cinema italiano, Trinità inaugura lo “Spaghetti western” di terza generazione. Dopo quello satirico e barocco di Sergio Leone, Tonino Valerii e Duccio Tessari e quello sessantottino e contestatore di Damiano Damiani e Sergio Sollima, è nato il western comico. Qualcuno lo ribattezza immediatamente “fagioli western” e non esisterebbe senza la coppia, nata qualche anno prima, Bud Spencer & Terence Hill, al secolo il napoletano Carlo Pedersoli e il veneziano Mario Girotti.

Prima di incontrarsi, entrambi hanno già recitato. Il primo, classe 1929, nuotatore olimpionico, una sequela di mestieri alle spalle, ha esordito nel 1954 con il film di guerra “Siluri umani”. Il secondo, dieci anni più giovane, ha interpretato ruoli secondari nel cinema d’autore.

spencer hill

Il vero creatore della coppia è Giuseppe Colizzi, regista bravissimo e misconosciuto, che ne intuisce le potenzialità. Nel 1967 Colizzi scrittura Carlo Pedersoli, che non parla inglese e non sa andare a cavallo, per il western “Dio perdona, io no”. Il suo compagno sul set dovrebbe essere Peter Martell, caratterista esperto del tardo western italiano, che però si frattura un piede durante una furiosa lite con la fidanzata. Viene arruolato in tutta fretta Mario Girotti. I nomi devono però essere americanizzati a dovere. Pedersoli diventa Bud Spencer (Bud, ironicamente per un tipo di quella stazza, vuol dire “bocciolo”; Spencer è un omaggio a Spencer Tracy), Girotti sarà Terence Hill (nessun motivo particolare, l’ha scelto in una lista di venti possibili nomi perché suona bene). “Dio perdona, io no” ha un successo clamoroso. Tuttavia il film risulta ancora troppo legato a quella brutalità tipica dei western europei di fine anni ’60, tardi imitatori dell’epica leoniana. Colizzi cambia decisamente registro con “I quattro dell’Ave Maria”: violenza limitata, molto umorismo, azione continua. Con Bud e Terence ci sono Brock Peters, uno dei caratteristi simbolo del cinema “black” anni ’60, e il leggendario Eli Wallach. Il successo si ripete anche con “La collina degli stivali”.

Ma è Enzo Barboni, in arte E.B. Clucher, a consacrare definitivamente la coppia, con “Lo chiamavano Trinità…”. Anche a questo film i due arrivano per caso, dopo il forfait di George Eastman e Peter Martell (ancora lui, proprio non è destino). Nasce il prototipo del western senza morti e con sovrabbondanza di cazzotti. Barboni definisce genialmente i caratteri dei due personaggi, fino a quel momento un po’ ondivaghi: Terence diventa definitivamente quello più casinista, Bud quello burbero che cerca inutilmente di essere più serio.

chi-trova-un-amico-trova-un-tesoro-trama-colonna-sonora-e-curiositc3a0-sul-film-di-rete-4-6

Tra il ’67 e l’85, con una rentrée nel ’94, la coppia realizza insieme 16 film, più molti altri interpretati individualmente. Che siano pellicole western, poliziesche, fantasy, d’azione o d’avventura, o addirittura in costume come “Il corsaro nero”, i loro sono sempre film immediatamente riconoscibili e unici nel panorama cinematografico. E non soltanto per la semplicità della formula di fondo, per gli sganassoni che abbattono sempre le stesse facce e per le strepitose colonne sonore degli Oliver Onions o dei fratelli La Bionda. Nel cinema dell’epoca, Tomas Milian, Maurizio Merli, Franco Nero, Franco Gasparri e gli altri danno vita a eroi italiani che agiscono come gli americani; Bud e Terence invece si americanizzano completamente, fin dai nomi, per poi demolire le regole del cinema di genere dall’interno: il grilletto facile viene smitizzato a suon di sberle, il gergo banditesco viene esasperato all’inverosimile, le gentili fanciulle vengono cavallerescamente difese ma anche prese (garbatamente) in giro per la loro ingenuità, eccetera. L’effetto comico è garantito dal distacco e dall’assoluto sangue freddo con cui i due affrontano le situazioni più pericolose, come se sapessero già che le regole del cinema non permettono assolutamente ai buoni di avere la peggio.

Bud Spencer ha compiuto 85 anni il 31 ottobre. La scorsa primavera, Terence Hill ne ha compiuti 75. Le carriere di entrambi, da molti anni, si sono spostate in tv, con immutato successo. Anche i loro vecchi film continuano ad essere seguitissimi sul piccolo schermo. Segnale che il duo Pedersoli-Girotti continua ad essere ineguagliato nella sua capacità di dare una risposta geniale e canzonatoria all’americanismo nel cinema, così come ai tentativi di imitazione “autarchici”.

LASCIA UN COMMENTO

3 COMMENTS

Comments are closed.