Tette per la scienza: non è un refuso, è un blog

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tette per la scienza

Un blog che usa foto di tette per diffondere nozioni scientifiche. Una trovata che usa gli stessi metodi che vorrebbe criticare

Vi potrebbe capitare , se già non è successo, di imbattervi sul web in foto che ritraggono essenzialmente il seno coperto e non da cartelli con informazioni e dati scientifici. Non si tratta di un evoluzione di selfie o di qualche campagna benefica bensì del blog Tette per la scienza, non Tutte, proprio tette. L’idea è di una trentenne di nome Lara, una paleoantropologa, una che ha studiato  insomma. Lara ha aperto questo blog con il motto: “Dove non può la ragione, possono le puppe”. Visitando il sito quindi si trovano post relativi alla scienza correlati di foto non  solo di Lara, ma di sue amiche ricercatrici supponiamo. Ma non ci sono solo donne, anche uomini  svestiti che usano il cartello divulgativo per coprire la dotazione personale.

Tette per la scienza è una provocazione, quel tipo di provocazione che serve solo ad attirare pubblicità e che utilizza il corpo delle donne allo stesso identico modo di chi lo fa nel mondo dello spettacolo o a fini commerciali. Anche noi, probabilmente, ne stiamo parlando per attirare l’attenzione di qualcuno, ma soprattutto ne parliamo per diritto di cronaca (seeeeee).

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