Alla scoperta di Marrakech la “Rossa”

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marrakech

E’ la città marocchina,  dalla storia millenaria, che abbiamo scelto come primo capitolo del nostro diario di viaggio. E grazie ai numerosi voli low cost è sempre più vicina all’Italia

Marrakech sembra nata apposta per stimolare i sensi, e questo si percepisce fin dall’ arrivo: da antica oasi berbera a metropoli moderna, ma dal cuore antico; lo sanno bene tutti coloro che in passato se ne sono innamorati: da Mastroianni a Delon, a Churchill, che la definì la “Parigi del Sahara”.

E’ la più turistica e la più antica delle quattro città imperiali, con oltre mille anni di storia alle spalle (le altre sono: Rabat, Meknes e Fes), ma da tempo ha ceduto  il titolo di capitale alla meno conosciuta Rabat.

“La rossa”, dunque, in memoria dei suoi bastioni color  rosato, di fango e calce, risalenti al XII secolo, lunghi 30 km, spessi a volte anche 2 metri. Al tramonto si tingono di ocra e ancora oggi sono visibili ed estesi intorno alla città come una cinta perimetrale, con accesso all’interno tramite dieci porte monumentali.

Complice un’ottima promozione della low cost Ryanair (nel 2011 pagai solo 38 euro A/R come tariffa promo poiché era uno dei voli inaugurali da Roma Ciampino), decisi di andare a visitarla con i miei amici, Alessio e Ivana.

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Poco meno di  tre ore di viaggio, sorvolando il Sahara nell’ultima tratta di volo, per atterrare in questo luogo che continua ad avere un fascino particolare solleticando l’ immaginario collettivo occidentale.

La corsa in taxi è economica e veloce. Per poco più di 100  dihram ( la valuta locale: 1 euro corrisponde al l’incirca a  11 dihram), ci porta al nostro alloggio prenotato dall’Italia, “Il Riad Zanzibar”, scelta rivelatasi centrata.

Il costo della tripla si aggira sui 65 euro a notte, colazione inclusa; la struttura all’epoca del mio soggiorno non accettava pagamento con carta di credito ma solo tramite bonifico,  oltre ovviamente al cash.

I riad ( in arabo “ giardino”) sono le soluzioni migliori per cogliere appieno l’ospitalità del luogo; sono in sostanza ristrutturazioni di antiche dimore adibite a uso privato, spesso messe a nuovo da imprenditori stranieri (per lo più che io sappia francesi e italiani).

Tema centrale è un patio comune a tutti gli ambienti, con ombrosa vegetazione che quasi sempre contorna una vasca o piscina centrale munita di giochi d’acqua, il tutto circondato da salotti decorati con le tipiche maioliche; non è quindi da meno il nostro, che ai lati della vasca ( in cui abbiamo fatto per tre volte il bagno nei giorni di soggiorno), è circondato da vasi strabordanti di fiori, palme di datteri e un albero di fico.

Lasciate le valigie in stanza, ci si tuffa subito nel dedalo di viuzze della medina (lettermalmente “città murata”) che porta zigzagando al millenario cuore pulsante della città: la piazza Djema el Fna ( Jamaa al Fna  in arabo), la più  grande dell’ Africa e patrimonio dell’ Unesco dal 1985.

Anticamente usata per le esecuzioni capitali e i processi (il suo nome in arabo è traducibile infatti come l’ “assemblea del defunto” e le teste mozzate erano lasciate impalate come monito), oggi questo luogo muta al cambiare del momento della giornata: la mattina e il pomeriggio  è sede di un vasto mercato all’aperto, con bancarelle che vendono le merci più disparate, dalle antiche stoffe ai datteri, a verdura locale, e affollato da “professionisti” dediti alle attività più svariate: artigiani esperti in decorazioni con l’ hennè (un pigmento naturale), chiromanti, musicisti, giocolieri, ballerini,  ammaestratori di scimmie (macachi resi e bertucce per l’ esattezza, la stessa specie che popola la rocca di Gibilterra), cantastorie, cavadenti, suonatori e persino incantatori di serpenti e venditori d’ acqua.

bertuccia

Verso sera, all’imbrunire, l’enorme distesa muta velocemente aspetto. Noi, che alle 19 siamo ancora in questa parte della città,  vi possiamo assistere in diretta: ovunque vengono montate in men che non si dica carretti con griglie pronte a cuocere qualsiasi cosa, dall’onnipresente agnello a mix di verdure, tutto rigorosamente “espresso”.

Ci accorgiamo ben presto che la piazza ha una forma per lo più irregolare, con un lato più ampio che degrada verso la moschea della Koutubia, il cui minareto, alto quasi 77 metri, è il simbolo stesso della città, e uno più stretto verso nord, che confina con l’ inizio del suq, il tipico mercato coperto e labirintico del mondo arabo.

Avremo modo nei cinque giorni di permanenza di visitarlo diverse volte fino a perderci letteralmente al suo interno; ma adesso è ora di cena e, consigliati da alcuni amici che erano stati qui prima di noi, saliamo le ripide scale che portano in cima alla terrazza panoramica della taverna Chez Grouni. Il panorama è fantastico: sotto di noi si dispiega la città con le sue case e le sue strade tutte illuminate mentre noi, comodamente seduti al tavolo, assistiamo compiaciuti al trambusto sottostante.

no al terrorismoDavanti a noi il profilo della terrazza del Caffé Argana, il più famoso locale della piazza, che pochi giorni prima, il 28 aprile, era stato teatro di un attentato di matrice terroristica, in cui persero la vita 35 turisti europei. Ci colpisce molto il cartello, predisposto dagli stessi cittadini, in cui si chiede di fermare le violenze.

Ricordo con  molto piacere l’ottimo rapporto qualità-prezzo (con circa 6-7 euro ci siamo assicurati bevande, cous cous di pollo e omelette), la velocità del servizio e la simpatia del personale, che con un inglese “maccheronico” ha provato a interagire con i commensali. Nota pittoresca: ovunque ti giri, gatti e uccellini  ti guardano insistentemente per ottenere un po’ del tuo cibo.

La stanchezza si fa sentire e, mentre torniamo verso il nostro riad perdendoci innumerevoli volte, ci fermiamo a una bancarella dove acquistiamo delle tipiche ciambelline Sfenji, mielose  e frittellose da far spavento.

INFORMAZIONI GENERALI:  ente nazionale Turismo del Marocco   Via Larga, N 23   Milano 02-58303633.

DOCUMENTI NECESSARI : per i cittadini UE, passaporto in corso di validità.

DISTANZA DA ROMA:  circa 2,45 h  per coprire i circa 2.140 km di distanza.

COLLEGAMENTI DIRETTI: Ryanair propone voli diretti per Marrakech da Roma Ciampino, Milano Orio e Pisa; Easyjet vola da Milano Malpensa;  Alitalia da circa un mese ha lanciato il nuovo volo bisettimanale diretto da Roma Fiumicino.

ARRIVO: Aeroporto internazionale Menara (sigla IATA: RAK), situato 6 km a sud-est del centro cittadino; la corsa in taxi/auto dura circa 15-20 minuti. In alternativa i bus N  11 e/o 19, che fermano subito dopo i taxi all’ uscita dello lo scalo, hanno corse ogni 45 minuti dalle h 5 alle 23.

SPOSTAMENTI: gran parte della città è visitabile a piedi; esiste comunque una rete di traporti pubblici tra la parte vecchia ed il Gueliz, la parte nuova; in alternativa gli economici taxi o calessi

SALUTE: nessuna vaccinazione richiesta

FUSO ORARIO: GMT  +0;  un’ora indietro rispetto all’ Italia, che diventano due quando da noi  è in vigore l’ ora legale

CORRENTE ELETTRICA:  voltaggio locale a 220 volt con prese rotonde a due spinotti

MONETA: Dihram (MAD o DH) ; 1 €= 11,022 MAD circa; la valuta non si può cambiare prima dell’ ingresso nel paese

CONSOLATO ITALIANO: 2, Rue IBn Aicha-Gueliz   tel.  00212 524 420276

NUMERI UTILI:  polizia turistica:  024- 384 601         polizia :    19        ambulanza e vigili del fuoco : 15

LINGUA: quella ufficiale è l’ arabo, ma sono molto diffusi i dialetti berberi ed il francese; l’ inglese è diffuso nelle località più’ turistiche.

ABITANTI: circa  1.036.500

ALTITUDINE:  446 mt. s.l.m.

RELIGIONE: mussulmani sunniti

LIMITE DI VELOCITA’: 50 km/h in aree urbane, 100 sulle superstrade

QUANDO PARTIRE:   consigliata la tarda primavera e l’ autunno; in estate la calura puo’ essere opprimente, ed in inverno può anche nevicare

ACQUISTI:  i suq traboccano di spezie, stoffe, tappeti, lanterne, oggetti in legno di radica e cedro, argenti, prodotti cosmetici a base di rose ed argan, lanterne, babouches, pellami ed oggetti in terracotta, tra cui il tajine tipico.

Pro e contro

PRO: un turismo sperimentato, diversificato e generoso; costo del soggiorno ragionevole; ottime esperienze culinarie, acquisto di artigianato tipico; scarsità di precipitazioni

CONTRO: saturazione delle località turistiche in corrispondenza di feste, ponti e vacanze; pericolo latente del terrorismo; no tutte le strutture dispongono si standardt igienici di livello occidentale

Consigli e dritte personali

  • fate in modo di vedere la piazza centrale di Djema el Fna  a tutte le sante ore del giorno, cambia davvero di continuo;
  • le porzioni di cous cous e comunque delle pietanze in genere sono super abbondanti; se non si appartiene alla categoria dei mangioni, fate a metà con qualcuno;
  • la città è tranquilla e sicura anche la sera, basta avere un po’ di buon senso e non andare in giro ostentando gioielli tipo albero di natale o similare;
  • leggete il libro  Le voci di Marrakech di Elias Canetti;
  • guardate il film Marrakech Espress di Gabriele Salvatores, 1989;
  • se passeggiate in città  nuova, buttate un occhio al Mamouina, uno degli hotel più lussuosi del mondo, dove soggiornò anche Churchill per diverso tempo
  • gli ingressi ai siti, i pasti, ecc, sono molto economici e conviene pagare con valuta locale. Alcuni negozi nella città nuova e in aeroporto accettano l’euro;
  • la vera sfida mentre fate gli acquisti nel suk è  quella di limitarsi ad acquistare solo quanto può realisticamente entrare nella vostra valigia, che magari è già minuscola se avete viaggiato low cost;
  • portate spicci con voi: gli intrattenitori in piazza campano solo con le mance spesso;
  • se venite nel periodo del Ramadan, alcune attività e negozi effettueranno orari ridotti;
  • se un oggetto via piace, acquistatelo subito.. potreste non tornare mai più indietro per quella strada o ancora peggio riuscire a ritrovarla;
  • sentirete la voce del muezzin; cinque volte al giorno, dalla mattina presto, i fedeli sono richiamati alla preghiera;
  • la regola n. 1 è contrattare! Su qualsiasi cosa…..dal prezzo iniziale, si può scendere  anche del 80 % dal prezzoiniziale. Prendetelo però come un gioco, non arrabbiatevi, nonostante la trattativa possa essere snervante. La contrattazione fa comunque parte della loro cultura, tenetelo a mente;
  • all’ora di pranzo già  a maggio il clima era rovente.   Caldo secco, ma fate in modo di visitare luoghi al chiuso o al fresco nelle ore centrali del giorno;
  • chiedete sempre, specie in presenza di donne o bambini, di poter scattare qualche foto; io come un cafonaccio  spesso non lo facevo ed ecco che ogni tanto partiva nel migliore dei casi un “NO FOTOOOOO!”  o nel peggiore, un bel vaffa in lingua locale.

 

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