La mafia uccide il giornalista Giuseppe Fava

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giuseppe fava

Il 5 Gennaio 1984 viene ucciso a Catania lo scrittore e giornalista Giuseppe Fava, vittima di un attentato di Cosa Nostra

Giuseppe Fava, dopo la laurea in Giurisprudenza, era diventato giornalista professionista e aveva cominciato a collaborare con l’Espresso sera. Le sue inchieste riguardano gli intrecci tra mafia e politica. Oltre al giornalismo Fava si occupa di teatro e radio. Nel 1980 riceve l’Orso d’Oro per la sceneggiatura di “Palermo or Wolfsburg”. Dopo aver collaborato con “Il Tempo”  e il “Corriere della Sera”, Fava diviene direttore de “Il Giornale del Sud”. In questo periodo Fava denuncia il traffico di droga gestito dalla mafia e si scaglia contro la costruzione della base missilistica di Comiso. Dopo essere scampato a un attentato, Fava viene licenziato dal giornale e fonda una rivista mensile indipendente, “I Siciliani”. Le inchieste-denuncia della nuova testata prendono di mira gli imprenditori siciliani collusi e mostrano le foto di politici e questori in compagnia di mafiosi. Il 28 dicembre 1983 Fava viene intervistato da Enzo Biagi, sarà la sua ultima apparizione pubblica. Il 5 gennaio 1984, viene freddato con cinque colpi alla nuca, mentre si recava in macchina a prendere la nipote. Le indagini sull’omicidio subirono un depistaggio e inizialmente si penso al delitto di stampo passionale. Il processo del 1998 individuò i responsabili della morte di Fava e nel 2003 arrivò la condanna definitiva all’ergastolo per Nitto Santapaola e Aldo Ercolano.

Il video dell’intervista televisiva di Enzo Biagi a Giuseppe Fava una settimana prima della morte.

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