Gandhi viene ucciso da un estremista indù

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Il 30 gennaio 1948 un fanatico indù uccise Mohandas Gandhi, leader del movimento indiano che mirava all’indipendenza dell’India e alla tutela dei diritti civili attraverso la non violenza.

Mohandas Gandhi nacque nel Gujarat e all’età di 18 anni si recò a Londra per studiare Legge. Qui apprese il sapere occidentale e tornato in India ebbe difficoltà a reintegrarsi nella sua casta. Ricevette un incarico come avvocato che lo portò in Sudafrica, dove scoprì le condizioni in cui vivevano i suoi connazionali in Natal e l’apartheid contro i neri. Nel 1893 Gandhi fondò il “Natal Indian Congress” e nel 1903 il giornale “Indian opinion”. Nel 1906 per protestare contro le leggi razziste fece un voto di castità e digiundo. Proclamò ufficialmente la sua protesta non violenta, “satyagraha”, contro la legge del Transvaal che obbligava gli indiani a essere schedati. Per la sua protesta Gandhi fu arrestato e soltanto nel 1915 rientrò in India dove intraprese un lungo viaggio nei villaggi più umili. In quel periodo Gandhi si espresse a favore della partecipazione indiana alla Seconda Guerra mondiale in appoggio ai britannici in modo che gli indiani facessero valere i loro diritti. Successivamente Gandhi fu arrestato per aver appoggiato la protesta dei contadini indiani oppressi dai grandi proprietari inglesi. Nel 1919 gli indiani subirono restrizioni alla loro libertà e Gandhi proclamò il 6 aprile uno sciopero generale che fu duramente represso dai britannici. I civili furono brutalmente massacrati e Gandhi nuovamente imprigionato. Nel 1921 egli divenne Presidente del Partito del Congresso in quanto leader del movimento anticoloniale indiano. Gandhi mirava all’autonomia del suo paese e alla “swadeshi”, ovvero l’indipendenza economica. A tal fine promosse il boicottaggio dei prodotti tessili inglesi e il “khadi”, veste tradizionale indiana divenne il suo simbolo. Nel 1922 fu profondamente turbato dall’uccisione di 22 poliziotti a Chauri Chaura, ritenuto ingiustamente responsabile di aver fomentato l’accaduto, fu arrestato. Nel 1930 promosse una marcia contro il monopolio britannico della tassa sul sale che fu repressa. Dopo aver ottenuto la liberazione dei prigionieri politici, Gandhi si ritirò dalla politica nel 1934. Nel 1942 fu nuovamente arrestato ma scagionato due anni dopo in quanto affetto da malaria e dissenteria. Nel 1947 i britannici acconsentono all’indipendenza indiana e parallelamente Jinnah si pone come leader degli indiani musulmani che formano il Pakistan. Il 13 gennaio 1948 Gandhi iniziò il digiuno contro gli scontri tra musulmani e indù. Il 30 gennaio fu ucciso da Nathuram Godse, un fanatico indù che lo accusava di essere troppo conciliante con i musulmani.

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