Sanremo Story: dalla Versilia al “Gioca Jouer”

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ariston sanremo

Ma Sanremo è stato sempre fatto a Sanremo? Ma soprattutto perchè proprio a Sanremo? Prima della 65edizione ripassiamo un pò di storia del Festival

Manca poco all’inizio della 65esima edizione del Festival di Sanremo ed è stato reso noto tutto: chi sono i cantanti in gara, quale sarà il sistema di votazione, chi sono gli ospiti internazionali, come si svolgeranno le serate e anche i testi di tutte le canzoni in gara, in cui la parola “amore” è di sicuro la più gettonata. Resta da scoprire soltanto se qualcuno cadrà dalla spaventosa scalinata, ma per questo non dobbiamo fare altro che sederci comodamente in poltrona, accendere il televisore e aspettare.

Nel frattempo, invece di domandarci se la musica sarà la vera protagonista o se la famosa kermesse farà parlare di sé solo per le polemiche, le gaffe, i cachet esagerati e i tatuaggi che dovrebbero restare privati, noi vorremmo raccontarvi alcune curiosità poco note che hanno fatto la storia di questo Festival.
Non tutti sanno che il primo “Festival Canoro Nazionale” fu organizzato nel 1948 in Versilia nello storico locale La Capannina e che dopo sole due edizioni fu cancellato per questioni economiche; fu Pier Bussetti, direttore del Casinò di Sanremo, a riprendere in mano il progetto e a spostarlo nella città ligure, proprio all’interno del Casinò, nel 1951 con il nome di “Festival della Canzone Italiana”; il pubblico ascoltava e votava le 20 canzoni in gara, interpretate da soli 3 artisti: Nilla Pizzi, Achille Togliani e il Duo Fasano.

Festival di Sanremo 1951
Festival di Sanremo 1951

Il Festival traslocò al Teatro Ariston solo nel 1977 e quella fu una delle edizioni più innovative: i cantanti in gara furono solamente 12 e per la prima volta a vincere fu una band, gli Homo Sapiens con “Bella da morire”. Ma quella edizione sarà ricordata per un altro motivo la serata finale venne trasmessa a colori su tutto il territorio nazionale.

Un’altra edizione passata alla storia è quella del 1980 che vide, dopo ben 30 anni, l’eliminazione dell’orchestra; i cantanti si esibirono su basi musicali precedentemente registrate o in alcuni casi furono gli artisti stessi a suonare con i propri strumenti, come ad esempio fecero gli esordienti Decibel, gruppo punk milanese, capitanato da un giovanissimo e biondo platino Enrico Ruggeri. I presentatori di quel Festival furono Roberto Benigni, Olimpia Carlisi e il disc jockey Claudio Cecchetto riconfermato per l’edizione successiva. La sigla? Il suo ballo di gruppo “Gioca Jouer”, lo avreste mai detto?!

decibel
I Decibel 1980

Nonostante siano trascorsi 65 anni, il Festival di Sanremo continua a essere l’evento invernale più chiacchierato, un raccoglitore delle sensazioni più disparate: c’è chi lo ama, chi lo detesta, chi lo guarda senza ammetterlo e chi invece lo segue solamente per poterne parlare male; per quest’anno Carlo Conti ha dichiarato che sarà un Festival tradizionale e moderno, fatto di musica pop e risate ma soprattutto di un ritorno al nazional popolare. Ma noi ne abbiamo davvero bisogno? O forse come diceva Rino Gaetano dovremmo prenderlo per quello che realmente è? “Sanremo non significa niente e non a caso ho partecipato con Gianna che non significa niente”.

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Rino Gaetano 1978

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