Giordano Bruno viene condannato a morte

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Giordano Bruno

Il 17 febbraio 1600 il filosofo Giordano Bruno fu arso vivo a Campo de’ Fiori a Roma

Giordano Bruno prese i voti divenendo frate domenicano. Avendo messo in dubbio la trinità fu scomunicato nel 1576. Per evitare il processo si trasferì a Ginevra e divenne calvinista. Anche qui però le idee di Bruno su Dio e la Natura lo portarono alla scomunica nel 1579. Bruno ritrattò e decise di rifugiarsi a Tolosa dove cominciò a fare il lettore. Dopo aver trascorso qualche tempo a Parigi, Giordano Bruno nel 1583 si trasferì in Inghilterra. Dopo un breve soggiorno in Francia, si recò in Germania dove ottenne la terza scomunica dai luterani. Nel 1591 Bruno fu arrestato a Venezia ma, l’Inquisizione romana richiese di poterlo processare a Roma, dove giunse nel 1593. Nel 1599 l’Inquisizione chiese la sua abiura e Bruno inizialmente sembrò scendere compromessi. Le idee contestate a Bruno riguardavano la negazione della creazione divina, la negazione dell’immortalità dell’anima e l’infinità dell’universo. Le sue idee avrebbero influenzato la filosofia successiva e la Rivoluzione scientifica. Giudicato eretico dall’Inquisizione romana, non ritrattò le sue idee. Salito al rogo, fu arso vivo in piazza Campo de’ Fiori il 17 febbraio 1600. Le sue ceneri furono sparse nel Tevere.

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