L’arte di PierBo in mostra al Margutta

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pierbo al margutta

La prima personale di PierBo, tra provocazione, passione e performance live. “Out of here” al Margutta RistorArte fino al 30 marzo

Sarà per quel suo nome evocativo, “RistorArte”, che gli ha portato un pizzico di fortuna. O, più verosimilmente, sarà per l’intenso e violento gioco di contrasti fra l’eleganza dello spazio espositivo “Il Margutta” e il sangue verace che trasuda dalle sue tele.  Sta di fatto che la prima personale di PierBo “Out of here”, in programma fino al 30 marzo, è stato un successo. Già durante il vernissage, a cui era stata invitata la “crème de la crème” del mondo culturale capitolino, le opere del pittore romano, classe 1974, avevano conquistato la benevolenza dei presenti tanto che, in una manciata di ore, sono state vendute due delle sue opere più riuscite e significative: “Frankie 4 Fingers” e “Lonesome days”.

“Frankie 4 Fingers”

I due quadri racchiudono l’essenza della sua poetica e della sua arte pittorica: qui la commistione fra immagine e parola è violenta, sconvolgente, impattante. Un delicato e sofisticato gioco di sottili corrispondenze studiato per annientare l’individuo e la sua incrollabile individualità. Se da una parte la rappresentazione colpisce la retina dell’osservatore disturbandolo e disorientandolo, dall’altra la liricità esplosiva dei suoi testi contribuisce a squarciare quel velo di Maya che, alterando la nostra percezione della realtà, la maschera come sogno, illusione e parvenza.

Ma la sua arte non sgorga impetuosa solamente dalle pennellate a volte nervose a volte più fluide, ma dall’impattante dialogo fra gli elementi che si intrecciano nell’insieme visivo. Così si spiega il ricorso ad altri materiali che superano la prigione della cornice disgregando il senso opprimente dello spazio per conquistare altre dimensioni, altri mondi. Non è perciò raro trovare oggetti come una bottiglia di whiskey o un pacchetto di sigarette, financo un preservativo.

La mostra, a cura di Francesca Barbi Marinetti e organizzata da Tina Vannini, ospita 27 quadri più un diario sfogliabile posto su un leggio e combina passione e fantasia, quotidianità e straordinarietà: non c’è un vero e proprio filo conduttore a livello tematico perché l’esposizione riflette il carattere irrequieto e caotico della sua anima. Un’anima pura e primordiale, un’anima dove le emozioni e i desideri si riflettono continuamente in quella tela che PierBo vive come lente d’ingrandimento, per scoprire sé stesso, ma anche tutto ciò che lo circonda.

“Lo stile che ho seguito per la mia mostra è molto facile da descrivere: è semplicemente il mio, e non so che roba sia – spiega l’artista PierBo – Non conosco un artista contemporaneo vivente, sono ignorante in materia. Cinque anni fa sono uscito da casa e ho comprato una tela e colori, il resto è venuto. Credo che ogni quadro sia diverso. E voglio che sia così. Che piacciano o meno, nessuno deve avere uno stesso quadro: lo troverei una mancanza di rispetto. Per il resto parto da un’idea, da un oggetto, da una frase ascoltata al bar o appuntata sul blocco sul comodino”.

Alternando episodi reali a realtà parallele, l’artista colpisce per il suo stile incisivo, essenziale, forte, arrabbiato, emozionante e colorato. Molte le icone che scendono dall’olimpo per prendere una posizione nella lotta quotidiana: da Bruce Springsteen e Clint Eastwood a Fabrizio De André.

“Presentato da alcuni amici, mi invitò a casa sua per un caffè – racconta Tina Vannini, proprietaria del Margutta RistorArte – Mi catapulta sin da subito nel suo mondo e nel giro di poco mi sembra di sapere tutto di lui e della sua anima, fragile ma coraggiosa, arrogante e delicata, sognante e cruda. Mentre parla osservo le sue tele, di una coerenza disarmante e rarissima. Ne percepisco energia, purezza, depressione, ironia. Mi rendo conto che lui è totalmente ritratto in ogni segno, colore e oggetto presenti su quelle tele. Al momento di congedarci mi dice “Oddio, mi sono dimenticato il caffè” e scoppiamo a ridere. Ma vado via con la consapevolezza che ho un nuovo insolito artista-poeta da raccontare”.

Al vernissage erano presenti tanti ospiti illustri: la giornalista Floriana Bertelli, la cantante e attrice Mita Medici, il conduttore e giornalista radiofonico Daniel Della Seta, da Cento Vetrine le attrici Cristina Moglia e Beatrice Aiello, il fotografo dei vip Gianni Brucculeri, la conduttrice Samya Abbary, l’ex Miss Italia Nadia Bengala, la psicoterapeuta Irene Bozzi. La serata ha visto anche una divertente performance di recitazione su un testo scritto per l’occasione dallo scrittore e sceneggiatore Maurizio Cohen e ispirato alle opere esposte. Ma ci sono stati applausi e flash anche per le simpatiche maschere di Batman e Silvio Berlusconi.

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